Monthly Archive for gennaio, 2009

Intervista a Dario Fo – Puntata 15

Il premio Nobel Dario Fo

Il premio Nobel Dario Fo

Puntata speciale dedicata al maestro Dario Fo, premio Nobel 1997 per la letteratura. Il maestro svolge un’intervista-lezione sul rapporto tra radio e teatro.

Momenti salienti dell’intervista a Dario Fo:
Maestro, il teatro in radio ha anche un futuro o soltanto un glorioso passato?
Diciamo che ha avuto un passato straordinario. Io ascoltavo i radiodrammi da ragazzino e quando ho cominciato con il teatro ho avuto anche modo di avvicinarmi alla radio, prima con dei programmi generalisti e poi con veri spettacoli teatrali. La radio, per me e molti altri, è stato il primo passo verso la televisione. Con la nascita di quest’ultima, che ha rappresentato sin da subito una grande forza attrattiva, gli ascolti della radio hanno cominciato a diminuire. Eppure in determinati momenti il mezzo radiofonico è tornato in auge, e io stesso ho scritto e interpretato vari spettacoli.

Ad esempio Non si vive di solo pane, scritto con Franco Parenti nel 1956. Esatto, quella fu una trasmissione di successo. Ma gli spettacoli radiofonici allora erano talmente importanti che alcune compagnie di rivista adoperavano nelle locandine il titolo della loro trasmissione radiofonica come garanzia di successo.

Maestro, che differenza c’è tra lo scrivere per la radio e lo scrivere per il teatro in senso proprio?
In radio si deve svolgere tutto in un tempo più rapido, più sintetico, perché bisogna raccogliere l’interesse soltanto attraverso la parola, la musica, soprattutto il suono, che è il “sottocampo” della rappresentazione. Ai miei tempi i suoni venivano realizzati direttamente sul posto con degli abili trucchi, gli stessi del teatro. Non c’erano nemmeno delle registrazioni. Facevano tutti i fonici, dei veri e propri imitatori che realizzavano i suoni sul posto.

Dunque a suo avviso la radio ha un vantaggio rispetto agli altri media…
Certo: ha il grande vantaggio di costringere l’autore teatrale a inserirsi nel cervello di chi ascolta, facendogli immaginare cose che non si potrebbero realizzare nel cinema o nella televisione. Si riescono a ottenere degli effetti straordinari, con la radio.

Intervista a Roberto Monti – Puntata 14

Lo scienziato Roberto Monti

Lo scienziato Roberto Monti

Ospite di oggi: il dr. Roberto Monti, fondatore della Monti America Corporation, fisico considerato “eretico” dalla comunità scientifica internazionale.

Momenti salienti dell’intervista a Roberto Monti:
Ci può spiegare cos’è la fusione fredda?
Il nome è sbagliato. Ormai non si parla più di fusione fredda ma di trasmutazione a debole energia. Io ho creato un nuovo modello d’atomo impensabile per la fisica classica, perché la totale inadeguatezza del modello atomico di Bohr ha portato la fisica attuale su strade sbagliate. Sono state sviluppate tecniche di reazione ad alta energia, quando invece erano concepibili a debole energia.

Quindi potremmo avere centrali elettriche con minore spesa e consumo?
No, penso che le centrali a fusione fredda siano ben lungi dal realizzarsi. Però ho visto che potevo distruggere a bassa energia degli elementi instabili, cioè delle scorie nucleari, che non è una cosa da poco. Smaltire le scorie nucleari a bassa energia.

Perché non le crede nessuno?
Perché la mia teoria è completamente contraria alla fisica attuale. I fisici classici dovrebbero dire che hanno sbagliato tutto.

Il movimento raeliano spiegato dai raeliani – Puntata 13

Il simbolo sacro della religione raeliana

Il simbolo sacro della religione raeliana

Ospite del giorno è Marco Franceschini, responsabile nazionale del movimento religioso raeliano.

Momenti salienti dell’intervista:
Il movimento raeliano è una religione o una setta?
È un movimento religioso e filosofico, diffuso in oltre cento paesi al mondo e che conta già settantamila membri.

La credenza principale è che l’uomo sia stato clonato da una potenza extraterrestre venticinquemila anni fa, giusto?
Sì. Alla base della nostra filosofia c’è la convinzione che ogni forma di vita sulla Terra sia stata creata scientificamente da una civiltà extraterrestre, che circa venticinquemila anni fa ha scoperto la Terra e l’ha usata come laboratorio per sfogare il proprio spirito creatore. L’uomo è creato a loro immagine e somiglianza.

Voi aspettate il ritorno di questi extraterrestri e volete costruire un’ambasciata per accoglierli. Pensavate di farla in Israele, ma avete avuto problemi perché il vostro simbolo è una svastica, giusto?
Non è una svastica. È un simbolo che contiene anche la svastica, un simbolo antichissimo che risale al quarto millennio a.c. È una stella di David con inscritta una svastica.

Siete anche favorevoli alla clonazione umana.
Per noi è una scoperta scientifica-cardine nella storia dell’umanità. Per un realiano non esiste alcuna vita dopo la morte, se la scienza non fa qualcosa per darcela. E la via per la vita eterna è un processo di clonazione estremamente avanzato che contiamo di scoprire nei prossimi decenni, e che permetterà, alla morte di un individuo, di creare un corpo giovane e trasferire lì tutto il patrimonio psichico. Non ha alcun senso creare copie uguali di un individuo vivente.

Intervista a Isuf Ferizay – Puntata 12

Il campo nomadi di Messina

Il campo nomadi di Messina

Guest star di oggi: Isuf Ferizay, rom kossovaro del campo “San Raineri” di Messina.

Momenti salienti dell’intervista a Isuf Ferizay:
Voi al campo rom di Messina ospitate dei profughi somali.
È una disgrazia per loro perché non sono venuti di loro volontà. Alcuni dormono nelle strade, alla stazione, con letti di cartone e coperte di cartone. Io nel campo ne ho presi otto. La Caritas poteva fare di più ma ne ha presi solo 20, e se ne frega degli altri. Con tutte le difficoltà, noi cerchiamo di aiutare i nostri fratelli. Quello che c’è per la mia famiglia c’è anche per loro.

Avete mai avuto problemi di razzismo coi messinesi?
Non ho mai avuto problemi con nessun messinese. Razzismo non c’è tra le persone. Razzismo c’è tra i potenti.

Intervista a Salvatore Mugno – Puntata 11

Lo scrittore Salvatore Mugno (a colori) e il boss Messina Denaro (in b/n)

Lo scrittore Salvatore Mugno (a colori) e il boss Messina Denaro (in b/n)

Ospite del giorno è Salvatore Mugno, autore di Lettere a Svetonio, volume che raccoglie e analizza l’epistolario del capo di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro.

Momenti salienti dell’intervista a Salvatore Mugno:
A quanto pare, il boss Messina Denaro ha una certa cultura.
Guardando le sue lettere nella loro dimensione, nel loro ritmo e nei contenuti, sono rimasto colpito dal punto di vista letterario. Scrivendo, Messina Denaro fa anche delle citazioni colte, sviluppa il proprio pensiero in maniera articolata. È quasi una figura di intellettuale, che vive in solitudine da circa 15 anni e che quindi dedica molto tempo alla lettura e alla scrittore.

Che studi ha fatto?
Non so, ma nelle sue lettere dice di essere pentito di non aver completato gli studi. Credo che non abbia nemmeno un diploma di scuola media superiore, ma afferma che avrebbe voluto persino laurearsi, anche se questo, secondo lui, non avrebbe comunque cambiato le sue scelte di vita.

Alcuni l’hanno contestata, dicendo che non vale la pena di dare dignità letteraria alle lettere di un volgare criminale.
Io mi occupo di letteratura siciliana da una ventina d’anni. Secondo me questa è un’osservazione banale perché il mio lavoro di scrittore consiste proprio nell’approfondire la realtà, spiegarla, illustrarla. Non posso mettermi nell’ottica di chi parte dal pregiudizio che determinati argomenti non vanno nemmeno trattati.




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