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Il maestro Tinto Brass
Guest star di oggi è il regista cult Tinto Brass.
Momenti salienti dell’intervista a Tinto Brass:
Perché per tutta la vita ha deciso di dare di sé solo l’immagine del porco?
Perché ritengo che, quanto a sesso, i porci siano quelli che lo fanno meglio di tutti. Ha mai visto una scopata di due maiali?
Mai avuto il piacere.
Ci impiegano almeno mezz’ora. Mentre gli altri lo fanno in quattro e quattr’otto, su e via, loro si mordicchiano, si rotolano nel fango, si leccano davanti, di dietro (soprattutto)… Sono dei virtuosi della sessualità!
Parla sempre di sesso. Non si sente prigioniero del suo personaggio?
Un po’ sì, ma è stata una mia scelta. Ho cominciato facendo film cosiddetti “impegnati”, rivoluzionari, anarchici perché odiavo e odio ancora il potere. Ma proprio girando un film sulla rivoluzione mi resi conto che le rivoluzioni non sono altro che la sostituzione di un potere ad un altro, attraverso grandi bagni di sangue. Lì capii che, più della rivoluzione, a me interessava ciò che Camus definisce “l’homme révolté”, l’uomo in rivolta. Perciò ho rinnegato tutte le rivoluzioni, tranne una: quella sessuale.
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Roberto Giacobbo (a sx) e il prof. Gary Taylor (a dx)
L’ipotesi che Shakespeare fosse messinese è sbarcata sulla tv di Stato italiana (programma “Voyager” su Raidue). Se ne parla nella “Trasmissione di Morelli” insieme a Roberto Giacobbo, conduttore di “Voyager”, e Gary Taylor, docente di letteratura inglese alla Florida State University.
Momenti salienti dell’intervista a Roberto Giacobbo:
Pare che Shakespeare fosse in realtà questo personaggio messinese, Michelangelo Florio Crollalanza…
È molto probabile che questo signore, partito dalla Sicilia, si sia sostituito al cugino morto. Guarda caso da quel momento Shakespeare smette di recitare e si mette a scrivere cose che solo questo signore italiano poteva sapere. Ci sono varie coincidenze, e come diceva Agatha Christie, tre coincidenze sono una prova
Se lei fosse messinese, si attiverebbe come comunicatore per accreditare la tesi che Shakespeare fosse messinese?
Non c’è dubbio!
Momenti salienti dell’intervista a Gary Taylor:
È possibile che Shakespeare fosse in realtà Michelangelo Florio Crollalanza?
Mi piacerebbe molto che Shakespeare fosse italiano, l’idea è carina. Ma se Shakespeare fosse italiano, Carmen Consoli sarebbe inglese. Non c’è alcuna evidenza di questo.
Però Shakespeare ha ambientato Molto rumore per nulla proprio qui a Messina.
Certo, ma il motivo è che la fonte d’ispirazione era una novella di Matteo Bandello ambientata a Messina.
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Il comico Pippo Santonastaso
Ospite di oggi lo storico cabarettista Pippo Santonastaso.
Alcuni stralci dell’intervista a Pippo Santonastaso:
Oggi è con noi il grandissimo Pippo Santonastaso!
Grandissimo no! È piccolino Pippo Santonasatso, un metro e sessanta.
Le sono mai capitate intemperanze del pubblico?
Intemperanze mai. Il pubblico viene per divertirsi e si diverte.
Oggi c’è un sacco cabaret in tv.
Troppo. Sono troppi sia i programmi che i cabarettisti, oggi il cabaret è un po’ esagerato. Io per esempio sto facendo l’operetta, uno spettacolo che si crede sia superato; invece la gente viene e si diverte.
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Guest star di oggi è Marco Antonio Andolfi, regista dell’unico film horror interamente finanziato dallo Stato italiano: La camorra contro il lupo mannaro.
Momenti salienti dell’intervista a Marco Antonio Andolfi:
Come nasce l’idea di fare scontrare la camorra contro il lupo mannaro?
Io ero a Napoli e ho subito lo scippo di una croce di pietre preziose. Ho inseguito queste persone, e la polizia mi ha preso per un commissario romano. C’è stato questo qui pro quo, e da lì è nata l’idea.
Il film è stato distribuito in molti paesi, ma non in Italia.
Purtroppo non in Italia. Qui il film doveva uscire con la 20th Century Fox, ma quell’anno è uscito Platoon, vincitore dell’Oscar. Dovevano distribuire il mio film per un paio di settimane, ma poi è uscito Platoon e mi hanno detto «dobbiamo programmare per forza Platoon».
Adesso lei torna con un mediometraggio intitolato Riecco Aborym, seguito del suo film originale. Perché ha fatto passare tanto tempo tra il primo e il secondo?
Mah, ho avuto un po’ di disavventure. Ho subito tre estorsioni, mi hanno fatto molto male. Poi tredici, quattordici operazioni. Poi sono andato a lavorare a Kiev, in Ucraina, dove mi hanno rapito…
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La maschera messinese Peppe Nappa
Ospite di oggi: il prof. Salvatore Ruggiano, drammaturgo messinese, che rivela le origini messinesi della maschera carnascialesca di Peppe Nappa.
Momenti salienti dell’intervista a Salvatore Ruggiano:
Lei studia da anni la maschera siciliana di Peppe Nappa.
Sì, è un tipico servo della commedia dell’arte. Rispetto ad altre maschere è meno nota perché non molti autori hanno scritto di lei.
Lei ha scritto un’opera su Peppe Nappa.
Be’, non solo io, anche altri. C’è un autore catanese ad esempio, ma si parla anche di Ntoni Nappa, palermitano. Comunque non è corretto dire che Peppe Nappa sia una maschera siciliana: lui è specificamente messinese. Come diceva Benedetto Croce, le maschere meridionali non provengono da maschere straniere ma sono tipi regionali, divenuti poi maschere internazionali.
Quindi Peppe Nappa è nostro!
Sì certo, appartiene al carnevale messinese, me lo confermò anche un grande poeta messinese, Nino Saitta…