Monthly Archive for marzo, 2009

Intervista a Davide Gambale – Puntata 57

Il giornalista messinese Davide Gambale

Il giornalista messinese Davide Gambale

Ospite di oggi è il giornalista messinese Davide Gambale, autore del libro Univeleni – Cappa nera sull’Università di Messina, Parentopoli, sospetti e inchieste offuscano il “Tempio del sapere”.

Momenti salienti dell’intervista a Davide Gambale:
Il suo libro parla degli scandali che da tanti anni si susseguono all’università di Messina…
Sì, il mondo accademico messinese ha sempre dato spunti di cronaca. Non solo per noi, a livello locale, ma anche per la stampa nazionale.

Ecco, cos’è avvenuto all’interno del cosiddetto «tempio del sapere», come lo definisce nel suo libro?
È accaduto quello che accade normalmente in tutti gli atenei, cioè la conservazione dei cosiddetti baronati. Qui ne abbiamo tanti. Solo che, a differenza di altri atenei, forse a Messina si è esagerato un tantino, preservando delle posizioni di assoluto privilegio di alcuni figli di docenti.

Si ricordano anche degli episodi clamorosi di violenza.
Sì, quello di Messina è anche l’ateneo dove si è sparato, e dove il professor Bottari ha perso la vita. Ma come mai oggi, di fronte a degli eventi che hanno visto coinvolto il Rettore, la stampa nazionale si è fiondata in modo spropositato ed eccessivo su Messina così come non fece dieci anni fa, quando morì il professor Bottari? Io credo che oggi ci siano stati degli errori di comunicazione…

Facebook e Lovebook – Puntata 56

Lovebook, il romanzo su Facebook

Lovebook, il romanzo su Facebook

Ospite di oggi de “La Trasmissione di Morelli” è Simona Sparaco, autrice di Lovebook, il primo romanzo ambientato sul social network Facebook.

Momenti salienti dell’intervista a Simona Sparaco:
Mi pare di capire che il senso del romanzo è che Facebook permette di ripescare chiunque dal proprio passato e metterselo sottomano.
Be’ sì, Facebook permette anche questo. Almeno, alla protagonista del mio romanzo l’ha concesso. Da quando ho pubblicato Lovebook ho ricevuto molte telefonate e messaggi su Facebook da gente cui è capitato di ritrovare persone dal passato.

Alcuni critici letterari hanno detto che il suo romanzo rispecchia un romanticismo buonista, ingenuo, che ignora la drammaticità di questi tempi.
Non è assolutamente così. Il mio romanzo racconta anche di una crisi che stiamo attraversando, e che ci porta a una bulimia di contatti. Il mio romanticismo non è buonista. È vero che faccio un omaggio, attraverso delle citazioni, a film che mi hanno fatto sognare: Pretty Woman, Bridget Jones, C’è posta per te, etc. Ma sono solo omaggi, che concedo a un genere che appassiona e continua a far sognare.

C’è chi sostiene, da ultimo il giornalista Tom Hodgkinson del «Guardian», che alcuni spaventosi finanziamenti a fondo perduto di Facebook fatti da alcune imprese nascondano la volontà di certi governi, in particolare quello degli USA, di controllare gli utenti in giro per il mondo. Facebook è un metodo per schedarci da soli?
È curioso il fatto che su Facebook, contrariamente ad altri social network, inseriamo tutte le informazioni reali della nostra vita: nome, cognome, foto. In qualche modo ci mettiamo in piazza e questo ci rende tutti più vulnerabili, e rintracciabili. Internet è un processo irreversibile, una volta che hai pubblicato è difficile tornare indietro. Io comunque non sono un’esperta di Facebook, sono solo un’utente che naviga in internet come tanti altri… (Premi play per ascoltare l’intera puntata)

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/1 – Puntata 55

Vincenzo Sparagna, direttore di Frigidaire

Vincenzo Sparagna, direttore di Frigidaire

Ospite del giorno è il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire», Vincenzo Sparagna, che racconta la prima parte della propria avventurosa auto-biografia.

Momenti salienti del racconto di Vincenzo Sparagna:
Cominciamo dall’inizio, no?
Sono nato il 28 luglio del 1946 a Bagnoli, la propaggine più a Nord di Napoli. Una tendenza preoccupante: già da piccolo, avendo assistito ai primi comizi nelle piazze di Napoli, salivo sul tavolo e cominciavo ad arringare la folla. Pare che la frase che preferissi fosse questa: «Popolo di Bagnoli, siete tutti fetenti!»

Ti senti di confermarla oggi?
Sì, potrei ripeterla in tono affettuoso. Mi sento io il primo fetente.

Quanto alle tue prime esperienze nel giornalismo?
Dal settimanale di Avanguardia operaia fui radiato per soggettivismo piccolo-borghese. Avevo scritto in un articolo che questi cinesi non ce la contavano giusta perché Lin Biao era morto. Lin Bio effettivamente era morto, ma io sono stato radiato per averlo detto. In quegli anni mi permettevo di criticare lo pseudo-socialismo cinese. Comunque, dopo tutta questa storia infernale di Avanguardia operaia sono andato a cercare la rivoluzione in Cile nel periodo di Allende. Mi sono trovato in mezzo al colpo di stato di Pinochet.

Intervista a Ettore Andenna – Puntata 54

Ettore Andenna, storico conduttore di Giochi Senza Frontiere

Ettore Andenna, storico conduttore di Giochi Senza Frontiere

Guest star, lo storico conduttore radio-televisivo Ettore Andenna.

Momenti salienti dell’intervista a Ettore Andenna:
Perché l’Eurofestival in Italia non ha alcun appeal?
Per motivi economici. Fino al 1997 l’Italia ha sempre partecipato all’Eurofestival. Il regolamento però dice che chi vince deve organizzarlo l’anno successivo, e la Rai ha cominciato ad avere paura. Sostengono che i costi non equivarrebbero all’audience o comunque agli interessi dell’azienda. Secondo me è un errore gravissimo: con tutto quello che sta andando in televisione in questo momento nell’attuale marasma di canali, una sera di Eurofestival gli italiani la guarderebbero volentieri. Su internet ci sono addirittura dei fans club dell’Eurofestival.

Noi ne facciamo parte, siamo grandi fan! Secondo lei l’Eurofestival e Giochi senza Frontiere possono avere un ruolo nell’aggregazione europea?
L’hanno avuto! Quando Giochi senza frontiere si interruppe nell’82 e io ero al Parlamento europeo fui il promotore della ripresa dei giochi nell’88. Molti esimi esponenti del Parlamento europeo mi diedero ragione e provarono a farlo ripartire. Oggi molte nazioni – Grecia, Portogallo, Slovenia, molti paesi dell’Est – vorrebbero una trasmissione come Giochi senza frontiere che ne favorisca l’integrazione. Però c’è una leggenda metropolitana.

Quale?
Dicono che GSF sarebbe carissimo da fare oggi. Ma non è vero, perché sarebbe una co-produzione europea, in cui ciascun paese paga solo la propria quota…

La santa casta della Chiesa – Puntata 53

Le magagne della santa casta della Chiesa

Le magagne della santa casta della Chiesa

L’ospite di oggi è Claudio Rendina, autore del libro La santa casta della Chiesa.

Momenti salienti dell’intervista a Claudio Rendina:
Ci faccia fare del pettegolezzo: com’è questa storia del ballo delle castagne?
Ai tempi del papa Alessandro VI, sotto la regia di suo figlio Cesare Borgia, si organizzò questo gioco particolare con delle donne a seno nudo che tentavano di acchiappare delle arance col seno. Il racconto l’ha tramandato un cerimoniere di corte, quindi una fonte attendibilissima, che racconta alla fine anche l’accoppiamento di queste cortigiane davanti al papa, che se ne stava in trono a guardare…

È successo anche di peggio in Vaticano: la famosa strage delle guardie svizzere nel 1997.
In quel caso, ferma restando una trama di carattere amoroso (una tresca a tre fra un capitano delle guardie svizzere, sua moglie e un sotto-tenente) ci sono anche situazioni di carattere politico. Questo capitano era stato inviato anni prima in Polonia per portare del denaro dell’Opus Dei al sindacato Solidarnosc. Le cose si mischiano in maniera curiosa…




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