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Vincenzo Sparagna. What else?
Dopo le prime 8 puntate, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire» (da poco di nuovo in edicola), Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.
Momenti salienti del racconto di Vincenzo Sparagna:
Dove eravamo rimasti?
A un certo punto non riuscimmo più a far fronte alla crisi economica di «Frigidaire». Il debito più grosso era con la tipografia Mondadori di Roma: facemmo un fallimento concordato dell’editrice Primo Carnera perché era la cosa più conveniente. Poi fondammo una nuova editrice chiamata “Nuovo Pianeta”, che nel 1998 ha ripubblicato «Frigidaire» in occasione di un viaggio clandestino a Roma con Oreste Scalzone, che venne in Italia da latitante per fare un discorso immaginario a una folla inesistente.
Nel 2001 ci fu una querelle con Daniele Luttazzi.
Fui chiamato ai tempi di «Satyricon» da una sua segretaria, che mi disse che Daniele era mio fan e voleva intervistarmi. Arrivati all’ultima puntata di quella serie infernale (c’era stato il caso Travaglio, la merda finta, etc.) non venni più richiamato. Al posto mio andò in video il capo della massoneria.
Puoi raccontarci il tuo 11 settembre 2001?
Ero a Parigi per un incontro con molti compagni europei sul tema delle violenze poliziesche del G8 di Genova. Preparavamo una pubblicazione intitolata «I testimoni di Genova». Io stavo con Oreste Scalzone, andammo a fare una trasmissione radiofonica e ne uscimmo sconvolti. Io avevo un terribile mal di testa, Scalzone era debolissimo. Entrammo come disperati in una farmacia. Un giovane dottore nero mi misurò la pressione e mi disse: «si fermi subito, lei ha la pressione altissima e potrebbe morire da un momento all’altro». Poi la misurò a Scalzone e gli disse: «si fermi anche lei, ha la pressione bassissima!» Dopo di che uscimmo per strada e ci chiedemmo se forse non eravamo già morti senza accorgercene.
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Michael Jackson nel videogioco Sega a lui dedicato
Per omaggiare lo scomparso Michael Jackson, “La Trasmissione di Morelli” ospita il sosia ufficiale italiano, Marco Ricci.
Momenti salienti dell’intervista a Marco Ricci:
Lei ha dedicato gran parte della vita al culto di Michael Jackson, sottoponendosi a ben 13 operazioni per assomigliargli ancora di più. Immagino che rispetto a un normale fan, lei viva la sua scomparsa in maniera più gravosa.
Le conseguenze nei miei confronti non mi interessano ora. Sono dispiaciuto per la morte di Michael, non mi preoccupo di me.
Si è molto parlato delle bizzarrie del personaggio. Realtà o montature?
Penso che la maggior parte delle stranezze di Michael sono dovute alla stampa. È stato detto che lui dormiva dentro la camera iperbarica, e non è assolutamente vero. È stato detto che voleva diventare bianco, e questa è un’altra calunnia. Lui aveva una malattia chiamata vitiligine, per cui la pigmentazione della pelle viene distrutta. Su una persona di colore ha un effetto devastante, perché diventi come una mucca, bianca e nera. Per coprire questa malattia usava il cerone. Lui non era bianco, aveva il cerone, sotto era nero.
Adesso quando lei guarderà lo specchio la mattina, vedrà la faccia di un morto.
Sì ma non cambio, continuo a fare quello che ho sempre fatto. Adesso più di prima lo farò con il cuore.
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Imprimatur, di Monaldi e Sorti
Ospite del giorno della “Trasmissione di Morelli” è Simone Berni, autore de Il caso Imprimatur, cronaca di un probabile, inquietante caso di censura letteraria.
Momenti salienti dell’intervista a Simone Berni:
Imprimatur è un romanzo storico che in Italia è uscito per Mondadori, giusto?
Il libro uscì a marzo 2002 ed ebbe successo, sul «Corriere della Sera» arrivò al quarto posto della classifica dei libri più venduti. Poi sparì.
Chi era Innocenzo XI?
Innocenzo XI era un papa che, secondo le ricerche decennali dei due autori di Imprimatur Francesco Sorti e Rita Monaldi, favorì l’ascesa di un protestante – Guglielmo d’Orange – al trono di Inghilterra. Questo perché era secondogenito di una famiglia di banchieri con cui Gueglielmo d’Orange aveva contratto debiti: per cui l’unico modo per recuperare questo denaro era favorirlo al trono d’Inghilterra.
Cos’è successo al romanzo Imprimatur?
Pochi mesi dopo l’uscita nelle librerie, il libro è scomparso. Secondo Mondadori perché il libro ha concluso il suo ciclo vitale. Gli autori invece sostengono di essere vittime di un vero e proprio boicottaggio censorio.
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Il barzellettiere Francesco Furone in un ritratto ufficiale
La puntata di oggi della “Trasmissione di Morelli” è dedicata alle barzellette. L’ospite del giorno è il barzellettiere messinese Francesco Furone. Segue una sfiziosa silloge delle migliori barzellette di Silvio Berlusconi.
Momenti salienti dell’intervista a Francesco Furone.
Come nasce la tua vocazione alla barzelletta.
Mi hanno sempre appassionato. Ho sempre visto “La sai l’ultima” e poi ho anche partecipato. Quando mi sono trovato su quel palco è stata una grande emozione, però mi sono trovato a mio agio.
Da barzellettiere, ti riconosci nella vocazione barzellettistica del presidente Berlusconi?
Certo. Speriamo ovviamente non si limiti solo a quelle.
Nella vita cosa fai?
Sono studente di Scienze Politiche. Dico sempre: «i piedi per terra e il cuore sul palco». Mi piace scrivere anche rime baciate, ne ho scritta una per voi: cari amici spettatori, se volete passare le giornate e dei giorni tranquilli, spensierati e belli ascoltate RadioStreet Messina e la voce inconfondibile di Dario Morelli.
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Claudio Sabelli Fioretti nei panni di Dio (o viceversa)
Claudio Sabelli Fioretti – giornalista, scrittore e speaker radiofonico – è ospite della “Trasmissione di Morelli”. Presenta il suo ultimo libro, intitolato A piedi.
Momenti salienti dell’intervista a Claudio Sabelli Fioretti:
Sono due anni che presentate il vostro libro A piedi.
Il nostro è un long seller. Potremmo paragonarlo ai Promessi sposi, che non hanno certo venduto tutto il primo giorno.
Ma direi anche all’Iliade, che è ancora più long come seller. Lei che ha girato centinaia di paesini a piedi in mezza italia, mi tolga una curiosità: ho il sospetto che i bar siano sempre tutti identici.
È interessante quest’ipotesi. Non so se sono identici i bar, ma posso confermare però che sono identici gli “utilizzatori finali” dei bar. Sono giovani e stanno lì, dicono delle incredibili banalità mentre sbevazzano liquidi colorati. Fuori dal bar c’è sempre la Golf nera del ragazzotto più muscoloso.
Lei che un anziano osservatore, ci dica: quelli che stiamo vivendo sono gli ultimi giorni di Berlusconi?
È in forte fase declinante. È costretto a vendere giocatori, la moglie chiede il divorzio, ha il torcicollo… Ma in America non ci si presenta neanche alle elezioni se uno ha il torcicollo! E poi lo sputtanano in tutte le maniere, non c’è più una ragazza in Italia che non dice di voler andare nel letto grande con lui.
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Nazisti
Guest star di oggi della “Trasmissione di Morelli” è lo scrittore messinese Guglielmo Pispisa, autore di un racconto fantapolitico sul fenomeno delle ronde (che si trova qui e qui).
Momenti salienti dell’intervista a Guglielmo Pispisa.
Il tuo racconto parla delle ronde e del pericolo di degenerazione.
Ho scritto il racconto sull’onda di un grandissimo fastidio, di schifo e di ribrezzo. Mi sembra così evidente quello che sta accadendo e il rischio di quello che potrebbe accadere che francamente non riesco a capire perché pochissimi si oppongano a questo, sia in parlamento che fuori.
In realtà le ronde non devono usare la forza.
In teoria. Ma è facile capire come certe situazioni, in mano a dilettanti provenienti da un ambito culturale e sociale generalmente di estrema destra, possano facilmente degenerare. Del resto alcune ronde si sono già equipaggiate con pesanti torce di metallo nero. E poi non ci prendiamo in giro: chi si offre volontario per le ronde ha una struttura mentale tutta particolare. È spesso gente che ama vestire in divisa, ha il mito della virilità, della forza, etc.
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La casta della Monnezza, di Iurillo e De Stefano
Ospite del giorno della “Trasmissione di Morelli” è Vincenzo Iurillo, autore, insieme a Bruno De Stefano, de La casta della monnezza – Dall’emergenza rifiuti alla crisi finanziaria, il ritratto di un Paese e di una classe politica sotto inchiesta.
Momenti salienti dell’intervista a Vincenzo Iurillo:
Da che punto di vista il tuo libro affronta i problemi infiniti della zona campana?
È un libro che fotografa un fenomeno che non ha eguali in Italia: quello della classe politica campana, coinvolta in un numero d’inchieste giudiziarie impareggiabile.
Qual è la posizione di Italo Bocchino, importante esponente del Pdl?
Bocchino è coinvolto nell’inchiesta sul cosiddetto “sistema Romeo”, l’immobiliarista accusato dalla procura di Napoli di farsi costruire su misura dai politici del Comune di Napoli delibere favorevoli alle sue aziende. Per Bocchino c’è stata anche una richiesta di arresto, che è ferma in attesa della decisione della Consulta sull’utilizzabilità delle intercettazioni. Bocchino, secondo gli inquirenti, avrebbe mosso le proprie pedine per favorire le imprese di Romeo per quel famoso Global Service da 400 milioni di euro, delibera che il Comune di Napoli non ha mai approvato. Bocchino respinge ovviamente tutte le accuse.
E Bassolino?
Lui è sotto processo per una presunta truffa aggravata allo Stato relativa al periodo in cui fu commissario straordinario per l’emergenza rifiuti. Secondo l’accusa avrebbe firmato un contratto che sapeva di non poter rispettare, con delle clausole dannosissime per lo Stato – che lui rappresentava – e che sarebbero state la causa del fallimento della gestione integrale del ciclo di rifiuti che ha portato nel 2007-08 all’emergenza rifiuti, che peraltro – coincidendo con la crisi del governo Prodi – è stata tra le principali cause della sconfitta del centrosinistra alle ultime politiche. È un processo complicatissimo nel quale Bassolino è imputato insieme ad altri 28 personaggi, e che probabilmente arriverà alla prescrizione.
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La maliarda Eleonora Albrecht
Eleonora Albrecht, l’attrice protagonista di Caribbean basterds di Enzo G. Castellari, è ospite della “Trasmissione di Morelli”.
Momenti salienti dell’intervista a Eleonora Albrecht:
Sei la protagonista di “Caribbean basterds” di Enzo G. Castellari. Quando è stato ospite della nostra trasmissione, ce l’ha descritto come un film pregno di sesso e di violenza.
Io ci ho messo anche un po’ di sentimento: nella storia sono Linda, molto ricca e innamorata persa di mio fratello. Noi decidiamo di ribellarci contro i nostri genitori e dunque facciamo razzia dei loro ricchi amici, con violenze e giochi di potere alla Arancia Meccanica. Non c’è solo azione, sesso, violenza e droga, ma anche una storia che porta avanti tutto il film.
Sei già stata a Villa Certosa da papi?
No, sono stata da quelle parti in Sardegna, anche molto molto vicina, ma ero ospite di una mia amica.
Però hai lavorato a Mediaset, hai lavorato in RIS 5. Facevi la morta.
E sì, perché ormai faccio sempre la morta…
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Sal Borgese, stuntman, maestro d'armi e attore
Guest star di oggi della “Trasmissione di Morelli” è l’attore, lo stuntman e maestro d’armi Sal Borgese, protagonista di oltre 120 film italiani tra il 1960 e i giorni nostri.
Momenti salienti dell’intervista a Sal Borgese:
Hai recitato in un centinaio di film, ma originariamente nasci stuntman, giusto?
È esatto. Ma oggi facendo un piccolo esame di coscienza, forse ho sfruttato male le tante opportunità che ho avuto di lavorare con grossi registi (Monicelli, Damiani, Rosi, etc.) Mi rendo conto di aver avuto delle possibilità incredibili che non ho saputo sfruttare, perché devo confessarti che forse non sono nato attore. Oggi tra l’altro pago anche tutte le botte prese nei film di Bud & Terence: i pugni erano finti, ma quelli di Bud erano un po’ più pericolosi, perché faceva le prove con gli occhiali, poi li levava e a volte menava tra capo e collo. E poi quando voli e vai a sbattere su un tavolo, o per terra, puoi farti male.
Il mestiere dello stuntman ha una componente di masochismo?
No, è un lavoro che va fatto con molto cervello. Io ho sempre temuto questi che credono che il lavoro dello stuntman sia una prova di coraggio. Cadute da venti metri, in 40 anni di cinema, io ne ho fatte poche. I primi anni si facevano con materassi disposti su assi; poi sono arrivate le scatole di cartone. Ora abbiamo addirittura degli airbag, però in ogni caso bisogna saper cadere.
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Rappresentazione simbolica del concetto di finanza vaticana
Ospite di oggi de “La Trasmissione di Morelli” è Gianluigi Nuzzi, autore di Vaticano S.p.A., Da un archivio segreto la verità sugli scandali finanziari e politici della Chiesa.
Momenti salienti dell’intervista a Gianluigi Nuzzi:
Di cosa parla Vaticano S.p.A.?
È un libro sulla finanza occulta del Vaticano negli anni ‘90. Racconta, sulla base di 4000 documenti lasciatici da mons. Dardozzi, cos’è successo nella finanza vaticana dopo Calvi e Marcinkus. Tra le altre cose, il mio libro documenta un vorticoso fiume di denaro – frutto anche di tangenti – che entrava e usciva dallo IOR, la banca del papa. Tra i conti principali dello IOR c’era anche uno con la firma di Andreotti.
Significa che Andreotti gestiva fondi neri?
Significa che Andreotti aveva diritto di firma su uno dei conti più importanti dello IOR, sul quale sono transitati anche fondi della tangente Enimont (ma bisogna vedere se Andreotti ne era a conoscenza o meno). Il nome in codice di Andreotti era comunque emblematico: “omissis”.
Papa Wojtila era a conoscenza di questi traffici sporchi?
Sì, perché ricevette i resoconti dei controlli interni scattati in Vaticano. Però non fece granché, perché dopo l’inchiesta interna tutti i responsabili rimasero ai propri posti di potere per oltre un anno, fino allo scoppio dell’inchiesta Mani Pulite.