Monthly Archive for luglio, 2009

Season finale – Puntata 125

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Festa grande per l’ultima puntata della prima serie de “La Trasmissione di Morelli”. Si chiude in compagnia della redazione giornalistica di RadioStreet Messina.

Il meglio di… – Puntata 124

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La penultima puntata della “Trasmissione di Morelli” ripropone alcuni momenti significativi delle puntate trascorse. Una sorta di “meglio di…” non esaustivo né indicativo, per guardarsi un attimo indietro prima del “season finale” di domani.

Intervista a Saverio Lodato – Puntata 123

Saverio Lodato

Saverio Lodato

Ospite del giorno della “Trasmissione di Morelli” è Saverio Lodato, co-autore con Andrea Camilleri di Un inverno italiano – Cronache con rabbia, raccolta degli articoli usciti sulla rubrica “Lo chef consiglia” de «l’Unità».

Momenti salienti dell’intervista a Saverio Lodato:
Certe volte porre delle questioni è più difficile che abbozzare delle risposte.
Be’, il mio interlocutore è Andrea Camilleri, dunque ogni qualvolta mi sono trovato in difficoltà mi è venuto incontro lui. La nostra rubrica continua ancora oggi sull’«Unità», ed è nata dall’idea di porre un argine quotidiano a ciò che è diventato il nostro paese: l’informazione, la politica, il modo di affrontare le cose. La scommessa di Camilleri e mia era quella di fornire ai lettori una pillola di sopravvivenza quotidiana.

Concordate le domande, o qualunque cosa lei chieda a Camilleri lui risponde?
Da novembre a oggi ho posto a Camilleri tutte le domande che mi sono passate per la testa e lui non ha mai mancato di rispondermi. Per le è una grande occasione professionale poter lavorare quotidianamente con un grande maestro come Andrea Camilleri.

Quali, in sintesi, i temi affrontanti nel libro?
Questo libro parla dell’Italia di oggi, in cui il potere abita in una casa privata. L’Italia in cui alberga il più grande conflitto d’interessi che si registri nel mondo intero, dove il premier viene confidenzialmente chiamato “papi” da un esercito di escort che, forse legittimamente, aspirano a farsi largo nella vita ma vengono tratte in errore dal premier stesso. Un paese dove si fanno le leggi su misura, si fa il lodo Alfano perché il premier non venga processato, e la legge sulle intercettazioni telefoniche…

Intervista a Giuseppe Ferrara – Puntata 122

Il regista Giuseppe Ferrara

Il regista Giuseppe Ferrara

Il regista Giuseppe Ferrara (già autore di Cento giorni a Palermo, Il caso Moro, I Banchieri di Dio, etc.), parla alla “Trasmissione di Morelli” del suo prossimo film, La 13a corda, con protagonista Tomas Milian.

Momenti salienti dell’intervista a Giuseppe Ferrara:
Il suo prossimo film, titolo provvisorio La 13a corda, è già entrato nella storia perché segnerà il ritorno in Italia di Tomas Milian.
È così. Anzi, Tomas Milian ha stabilito per contratto che se non lo faccio io non fa il film.

Com’è avvenuto il contatto?
Attraverso il mio produttore, Caroletti, marito di Eva Henger (che nel film farà una dark lady). Il protagonista sarà un ragazzo di vita di tipo pasoliniano, in una Roma degli inizi degli anni ‘70, prima della banda della Magliana.

E Tomas Milian avrà un ruolo da cattivo.
Sì. Ho letto da qualche parte che verrà a rifare il Monnezza, ma non è assolutamente vero. Lo escludo nel modo più assoluto. Sarà un bandito di quartiere, “er più”. Reciterà con la sua voce in presa diretta, perché il personaggio è sudamericano.

Intervista ad Alessia Battaglia – Puntata 121

Tra gli spazi vuoti finalmente piove

Tra gli spazi vuoti finalmente piove

La scrittrice messinese Alessia Battaglia, autrice di Fra gli spazi vuoti finalmente piove, è ospite del giorno della “Trasmissione di Morelli”.

Momenti salienti dell’intervista ad Alessia Battaglia:
Che significa Fra gli spazi vuoti finalmente piove?
Gli spazi vuoti sono quelli dell’anima, in cui si riesce sempre a trovare parti nuove di se stessi. Finalmente piove perché il libro nasce da un viaggio in Africa il cui filo conduttore era l’assenza d’acqua. L’acqua rappresenta metaforicamente lo scorrere della vita, che ci porta anche a introdurci in spazi vuoti e nuovi.

Come possiamo descrivere il libro in poche parole?
È una sorta di puzzle, dei racconti scritti in tempi diversi senza struttura cronologica.

Messina ha qualcosa in comune con l’Africa?
Con l’Africa nord-occidentale sì. È sempre stato un luogo di impasto tra culture varie. Nel ‘300 a Messina si parlava il sabir, la lingua dei marinai che navigavano nei porti del Mediterraneo, composta da genovese, tunisino, marocchino e anche siciliano. Messina ha un collegamento forte col bacino del Mediterraneo.

Peppe Fiore in Lituania – Puntata 120

Peppe Fiore alla conquista della Lituania

Peppe Fiore alla conquista della Lituania

Oggi alla “Trasmissione di Morelli” il giovane scrittore Peppe Fiore – autore de La futura classe dirigente, Minimum Fax – racconta la sua avventura a Vilnius, Lituania, dove è stato chiamato dal Ministro della cultura per rappresentare la nuova letteratura italiana.

Momenti salienti dell’intervista a Peppe Fiore:
Lei è stato contattato dal Ministro della cultura italiano per rappresentare la letteratura italiana in Lituania, giusto?
No. Sono stato contattato non dal Ministro Sandro Bondi, ma da un’organizzazione del Ministero della cultura lituano che ha come mission la promozione della letteratura lituana nel mondo.

Come sono trascorse queste due settimane in Lituania?
All’insegna dell’enogastronomia. Gli zeppelini sono il piatto locale, praticamente delle palle da rugby fatte di un impasto di patate e burro, ripiene di un trito di carne, annegate nella panna acida e nel burro fuso e ricoperte da carne fritta. Quando giri questo piatto col coltello, chiede pietà.

E quanto alla letteratura?
Hanno un sacco di poeti.

E il suo libro come è stato recepito in Lituania?
Questa è la domanda che da tutta una vita aspetto che qualcuno mi faccia. In realtà più che alla mia opera, erano interessati a che fossi io a portare in Italia la produzione letteraria lituana.

Intervista a Diego Cugia – Puntata 119

Lo scrittore Diego Cugia

Lo scrittore Diego Cugia

Ospite del giorno è Diego Cugia, lo scrittore e autore radio-televisivo che ha inventato Jack Folla.

Momenti salienti dell’intervista a Diego Cugia:
Lei come si spiega il successo imperituro di Jack Folla? La gente ha bisogno di un guru carismatico?
Non dire parolacce! Se c’è qualcosa che Jack Folla ha sempre odiato è la definizione di “guru carismatico”. Ogni volta che, con la voce calda ma autoritaria di Roberto Pedicini, afferma qualcosa, poi precisa subito: «non seguitemi!»

Da poco è uscito il suo nuovo romanzo, 24 nero, ambientato nel mondo del gioco d’azzardo.
Si ma non è una critica morale al gioco. Io stesso sono un giocatore nel senso più lato del termine. Per me la vita è un gioco, e anche la morte è un gioco. Metto tutto me stesso in gioco e pago dei prezzi altissimi per questo.

Miss Little China – Puntata 118

Il concorso di bellezza Miss Little China

Il concorso di bellezza Miss Little China

L’ospite di oggi è Vincenzo De Cecco, co-autore del documentario sulla comunità sino-italiana Miss Little China.

Momenti salienti dell’intervista a Vincenzo De Cecco:
Miss Little China punta a sfatare i luoghi comuni più radicati in Italia sui cinesi. Come avete fatto a mettere dei cinesi davanti a una telecamera? C’ho provato una volta, è quasi impossibile.
Siamo stati aiutati dal libro I cinesi non muoiono mai: partendo da lì, siamo riusciti a trovare questo concorso di bellezza, “Miss Little China”, che da un lato è diventato il filo narrativo del film e dall’altro la chiave d’accesso a queste famiglie. È un concorso che si svolge ogni anno al casinò di Venezia, inventato da un ragazzo che l’ha creato dal nulla a 17 anni. Adesso ne ha 25 e gestisce due aziende in Italia e tre in Cina. Le concorrenti sono tutte cinesi residenti in Italia. A noi è sembrato un ottimo espediente narrativo per parlare del problema in maniera più leggera e, a differenza di Staglianò e Oriani, trattare il tema delle seconde generazioni di cinesi italiani.

Come sono queste nuove generazioni di cinesi nati in Italia?
Loro si definiscono “cinesi banana”, cioè gialli fuori e bianchi dentro. Prendono il meglio dei due mondi e sono spesso gli “ambasciatori” dei genitori. Questo perché le prime generazioni di immigrati cinesi passano tutta la vita a lavorare e spesso non parlano nemmeno l’italiano; dunque i figli sono molto responsabilizzati. Si tratta di ragazzetti di 15 anni che fanno da interpreti per i genitori, e loro stessi spesso trattano affari molto importanti. Insomma sono molto responsabilizzati, più dinamici dei coetanei italiani.




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