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Rat-man, il più forte degli eroi
Leo Ortolani, creatore del leggendario Rat-Man, è ospite d’onore della “Trasmissione di Morelli”.
Momenti salienti dell’intervista a Leo Ortolani:
Sono onorato di ospitare alla “Trasmissione di Morelli” il grande Leo Ortolani, creatore di Rat-Man, una leggenda vivente del fumetto comico italiano.
Grazie per il “vivente” e buongiorno a tutti gli ascoltatori.
“Rat-Man” è un miracolo editoriale, una pubblicazione indipendente che non conosce crisi.
Sì, i lettori di “Rat-Man” sono straordinari, mi seguono con una fede davvero commovente. Li chiamo addirittura i “talebani del fumetto”, perché tramite le pagine di “Rat-Man” potrei chiedergli qualunque cosa e sono sicuro che la farebbero.
Come si costruisce una tipica gag di Rat-Man?
Purtroppo non c’è una vera tecnica. Funziona come quando esci la sera con gli amici e, conoscendo pregi e difetti di ciascuno, saltano fuori delle situazioni che fanno ridere il gruppo. Io mi trovo come amico Rat-Man e il nostro gruppo è composto dai quasi 50mila lettori attuali. Ci fa ridere perché noi tutti lo conosciamo, sappiamo come reagisce, e io stesso so cosa fargli fare e dire in determinate circostanze.
Però il cartone animato andato in onda su Rai2, diciamolo, non è venuto benissimo.
A me non dispiace. Le trasposizioni dei fumetti in cartoni o film differiscono sempre dal modello originale. Ad esempio, hai visto “Wolverine”? Con un solo film sono riusciti a rovinare ben due graphic novel, “Arma X” e “Origini”. Non era facile, ma ce l’hanno fatta. Tra parentesi, vi invito a cercare su Youtube un bellissimo spezzone tratto da “La caduta” in cui Hitler si lamenta del finale del film di “Watchmen”. È una delle cose più divertenti che esistano in rete…
Stai tentando di svicolare?
No, allora: ci sono stati problemi alla base della serie tv di Rat-Man. Non ci hanno permesso di fare una serie continuativa come quelle giapponesi, dove la storia si sviluppasse lungo 52 puntate. E poi, entrando nelle case dei telespettatori, il cartoon poteva essere visto da chiunque, anche da bambini molto piccoli. Dunque gli ho messo io stesso la sordina. Eppure credo valga la pena di riguardare la serie, dandogli una sorta di “seconda chance”.