Archive for the 'Interviste divertenti' Category

Intervista a Eleonora Albrecht – Puntata 110

La maliarda Eleonora Albrecht

La maliarda Eleonora Albrecht

Eleonora Albrecht, l’attrice protagonista di Caribbean basterds di Enzo G. Castellari, è ospite della “Trasmissione di Morelli”.

Momenti salienti dell’intervista a Eleonora Albrecht:
Sei la protagonista di “Caribbean basterds” di Enzo G. Castellari. Quando è stato ospite della nostra trasmissione, ce l’ha descritto come un film pregno di sesso e di violenza.
Io ci ho messo anche un po’ di sentimento: nella storia sono Linda, molto ricca e innamorata persa di mio fratello. Noi decidiamo di ribellarci contro i nostri genitori e dunque facciamo razzia dei loro ricchi amici, con violenze e giochi di potere alla Arancia Meccanica. Non c’è solo azione, sesso, violenza e droga, ma anche una storia che porta avanti tutto il film.

Sei già stata a Villa Certosa da papi?
No, sono stata da quelle parti in Sardegna, anche molto molto vicina, ma ero ospite di una mia amica.

Però hai lavorato a Mediaset, hai lavorato in RIS 5. Facevi la morta.
E sì, perché ormai faccio sempre la morta…

Intervista a Sal Borgese – Puntata 109

Sal Borgese, stuntman, maestro d'armi e attore

Sal Borgese, stuntman, maestro d'armi e attore

Guest star di oggi della “Trasmissione di Morelli” è l’attore, lo stuntman e maestro d’armi Sal Borgese, protagonista di oltre 120 film italiani tra il 1960 e i giorni nostri.

Momenti salienti dell’intervista a Sal Borgese:
Hai recitato in un centinaio di film, ma originariamente nasci stuntman, giusto?
È esatto. Ma oggi facendo un piccolo esame di coscienza, forse ho sfruttato male le tante opportunità che ho avuto di lavorare con grossi registi (Monicelli, Damiani, Rosi, etc.) Mi rendo conto di aver avuto delle possibilità incredibili che non ho saputo sfruttare, perché devo confessarti che forse non sono nato attore. Oggi tra l’altro pago anche tutte le botte prese nei film di Bud & Terence: i pugni erano finti, ma quelli di Bud erano un po’ più pericolosi, perché faceva le prove con gli occhiali, poi li levava e a volte menava tra capo e collo. E poi quando voli e vai a sbattere su un tavolo, o per terra, puoi farti male.

Il mestiere dello stuntman ha una componente di masochismo?
No, è un lavoro che va fatto con molto cervello. Io ho sempre temuto questi che credono che il lavoro dello stuntman sia una prova di coraggio. Cadute da venti metri, in 40 anni di cinema, io ne ho fatte poche. I primi anni si facevano con materassi disposti su assi; poi sono arrivate le scatole di cartone. Ora abbiamo addirittura degli airbag, però in ogni caso bisogna saper cadere.

Intervista a Bucknasty – Puntata 107

La testata del blog di Bucknasty, 7yearwinter.com

La testata del blog di Bucknasty, 7yearwinter.com

Bucknasty, blogger del sito 7yearwinter nonché hater di professione, è ospite della “Trasmissione di Morelli”, con la quale comincia da oggi a collaborare in qualità di utente twitter.

Momenti salienti dell’intervista a Bucknasty:
Nell’intervista che hai rilasciato a Repubblica venivi definito come una specie di delinquente. Sei pagato da Cosa Nostra?
C’è un mio “wanted” in tutte le sedi della polizia postale. Penso comunque che quell’articolo faccia una grossa esagerazione di una cosa molto normale, che è fare satira su vari personaggi. In Italia è una cosa talmente strana ed eccentrica che chi lo fa è quasi un criminale.

Nell’intervista hai detto che i primi hater erano i futuristi, gli esistenzialisti, Schopenhauer…
Dato che le domande erano decisamente assurde, ho provato a dare delle risposte altrettanto assurde. Però c’è un fondo di verità.

Hai uno stuolo di ammiratori in tutta Italia: la cosa ti imbarazza?
All’inizio avevo addirittura messo sul sito il mio contatto msn, sperando di ricevere contatti da persone che avevo criticato. In realtà ho ricevuto solo messaggi di apprezzamento, cosa un po’ triste: preferirei ricevere messaggi di gente incavolata.

Intervista a Leo Ortolani – Puntata 105

Rat-man, il più forte degli eroi

Rat-man, il più forte degli eroi

Leo Ortolani, creatore del leggendario Rat-Man, è ospite d’onore della “Trasmissione di Morelli”.

Momenti salienti dell’intervista a Leo Ortolani:
Sono onorato di ospitare alla “Trasmissione di Morelli” il grande Leo Ortolani, creatore di Rat-Man, una leggenda vivente del fumetto comico italiano.
Grazie per il “vivente” e buongiorno a tutti gli ascoltatori.

“Rat-Man” è un miracolo editoriale, una pubblicazione indipendente che non conosce crisi.
Sì, i lettori di “Rat-Man” sono straordinari, mi seguono con una fede davvero commovente. Li chiamo addirittura i “talebani del fumetto”, perché tramite le pagine di “Rat-Man” potrei chiedergli qualunque cosa e sono sicuro che la farebbero.

Come si costruisce una tipica gag di Rat-Man?
Purtroppo non c’è una vera tecnica. Funziona come quando esci la sera con gli amici e, conoscendo pregi e difetti di ciascuno, saltano fuori delle situazioni che fanno ridere il gruppo. Io mi trovo come amico Rat-Man e il nostro gruppo è composto dai quasi 50mila lettori attuali. Ci fa ridere perché noi tutti lo conosciamo, sappiamo come reagisce, e io stesso so cosa fargli fare e dire in determinate circostanze.

Però il cartone animato andato in onda su Rai2, diciamolo, non è venuto benissimo.
A me non dispiace. Le trasposizioni dei fumetti in cartoni o film differiscono sempre dal modello originale. Ad esempio, hai visto “Wolverine”? Con un solo film sono riusciti a rovinare ben due graphic novel, “Arma X” e “Origini”. Non era facile, ma ce l’hanno fatta. Tra parentesi, vi invito a cercare su Youtube un bellissimo spezzone tratto da “La caduta” in cui Hitler si lamenta del finale del film di “Watchmen”. È una delle cose più divertenti che esistano in rete…

Stai tentando di svicolare?
No, allora: ci sono stati problemi alla base della serie tv di Rat-Man. Non ci hanno permesso di fare una serie continuativa come quelle giapponesi, dove la storia si sviluppasse lungo 52 puntate. E poi, entrando nelle case dei telespettatori, il cartoon poteva essere visto da chiunque, anche da bambini molto piccoli. Dunque gli ho messo io stesso la sordina. Eppure credo valga la pena di riguardare la serie, dandogli una sorta di “seconda chance”.

Intervista a Melissa P. – Puntata 104

Melissa Panarello

Melissa Panarello

La scrittrice Melissa Panarello, nota ai più come Melissa P., è ospite de “La Trasmissione di Morelli”.

Momenti salienti dell’intervista a Melissa P.
Tieni una nuova rubrica sul quotidiano «L’Altro» di Piero Sansonetti.
Sansonetti, in quanto ex direttore di «Liberazione», è già una garanzia. Da un mese racconto ogni domenica di Piazza Vittorio, luogo simbolo di multietnicità e specchio della società attuale. In questo momento in cui la xenofobia incombe, mi pare giusto dare una visione della realtà italiana attraverso gli occhi di persone provenienti da altri paesi e culture.

Col nuovo libro sei in tirardo?
È un libro che ancora non ha editore. Sarà un romanzo a tre voci, una donna e due uomini, ambientato tra Roma e il Sud America.

L’anno scorso ti intervistai per il programma “Stadio Interessante”. Quell’intervista è stata commentata centinaia di volte, vorrei che rispondessi ad alcuni commenti. Ad esempio: «non sa mettere due parole in fila, è solo una falsa ipocrita».
È vero che non so mettere due parole in fila, soprattutto quando parlo. Quando parlo mi sento proprio una cretina lobotomizzata.

Un altro commento dice: «il tuo libro recita: italiani, a me piace darla e per fare la figa lo dovete sapere tutti!»
Non recita questo, però confermo: a me piace darla.

Il ritorno di Phantom – Puntata 101

Phantom, l'uomo mascherato, l'ombra che cammina

Phantom, l'uomo mascherato, l'ombra che cammina

Alla “Trasmissione di Morelli” Lorenzo Bartoli, sceneggiatore di “John Doe” ed esponente dell’Eura Editoriale, parla della nuova testata dedicata a Phantom, l’uomo mascherato.

Momenti salienti dell’intervista a Lorenzo Bartoli:
Mi sono stupito di trovare Phantom in edicola. Come mai in un momento di crisi ve ne uscite addirittura con una nuova testata dedicata a un personaggio così antico?
La crisi c’è, ma il fumetto è uno dei settori che ha resistito meglio: in alcuni casi ci sono stati addirittura miglioramenti nelle vendite. L’idea di produrre Phantom è nata dal fatto che l’Eura è una casa editrice molto classica, con eroi vecchia maniera, senza macchia e senza paura, che non si fanno troppe domande. Phantom rientra in questa logica, è Avventura con la A maiuscola.

Phantom è l’eroe più colonialista che ci sia, forse l’ultimo dei colonialisti.
L’etica di Phantom è quella del superuomo. È il primo eroe in calzamaglia, anche cronologicamente (nasce nel 1937), ed è colui che ha dettato certi stilemi ormai classici. Batman, ad esempio, ha pescato a piene mani dal repertorio di Phantom. Più in generale, Phantom è superiore agli altri uomini per caratteristiche psicofisiche e si occupa, in maniera a volte un po’ pietistica, di esseri meno dotati dal punto di vista atletico e intellettivo. Nella jungla, dove vive, è una specie di sovrano illuminato.

Qual è il pubblico di questo personaggio così old-style?
Direi i quarantenni cresciuti con la letteratura per ragazzi (Burroughs, Verne, etc.), ma anche i lettori affezionati alle prime edizioni di Phantom apparse in Italia. Inoltre, tutti coloro che amano i supereroi troveranno le caratteristiche dei loro amati personaggi anche in Phantom, che ne è un po’ il progenitore.

Il burlesque di Eve La Plume – Puntata 88

Eve La Plume

Eve La Plume

Eve La Plume, celeberrima artista burlesque italiana, è gradita ospite della “Trasmissione di Morelli” su RadioStreet Messina.

Momenti salienti dell’intervista a Eve La Plume:
Cos’è il burlesque?
È una cosa che mi dà tantissimi spunti per ricerche storiche ed estetiche. È uno spettacolo che nasce alla fine dell’800 e col passare del tempo è diventato uno spettacolo buffo, che comprende uno spogliarello, e si rifà sempre a quel periodo storico.

È uno spettacolo molto raffinato. Il gusto degli italiani forse è più vicino all’eroismo sguaiato di Colpo Grosso.
È giusto che ci siano entrambe le cose, sia il burlesque che Colpo Grosso. Prima che il burlesque arrivasse in Italia penso che se ne sentiva veramente il bisogno.

Peraltro hai dei costumi bellissimi.
Li faccio io. Il mio primo lavoro è quello di stilista. Ho uno studio stilistico che si chiama Lou.

Don Mario Vitale, il lottologo dai numeri vincenti – Puntata 86

Don Mario Vitale per come appare su Cronaca Vera

Don Mario Vitale per come appare su Cronaca Vera

Don Mario Vitale, il lottologo di Cronaca Vera che ha ereditato l’infallibile metodo del monco di San Ferdinando, è l’eccellentissima guest star di oggi della “Trasmissione di Morelli”.

Momenti salienti dell’intervista a Don Mario Vitale:
Lei che conosce i segreti del lotto, perché vende questi segreti invece di campare solo di lotto?
Io mi sento una persona anche umana. A distanza di ottant’anni da quando uno dei più grandi lottologi d’Italia, il monco di San Ferdinando, che ha scoperto una metodologia molto potente per vincere quasi a ogni estrazione, io voglio dare quest’opportunità anche agli altri.

Vuole farne dono all’umanità?
No, i miei trattati sono a pagamento.

Il suo metodo si applica prevalentemente alla ruota di Bari. Perché proprio quella?
Non tutte le ruote sono uguali. La Lottomatica ha meccanizzato alcune ruote, e non è stata una bella cosa.

Ma con l’estrazione manuale c’era stato uno scandalo.
Sì ma con le macchinette Venus non si può contraffare lo stesso? Noi lottologi studiamo ciclometria, pondometria, statistica, e io mi sono reso conto che il lotto è un gioco molto molto semplice, però lo fanno diventare molto difficile. I 90 numeri io non li considero numeri: li chiamo cifre. “Numeri” è una frase fatta. Operando con un ingranaggio particolare, quasi ad ogni estrazione possiamo avere una vincita. Quasi, eh, perché comunque io non sono Padre Pio.

Lei però è l’erede del metodo del monco di San Ferdinando. Chi era questo monco?
Era un nullatenente che abitava a San Ferdinando di Puglia negli anni 20. Lo chiamavano il monco perché durante la festa del paese gli è venuta a mancare una mano a causa di una bomba. Il monco per 20 estrazioni di fila ha fatto vincere mezza Italia. La gente veniva da tutto il mondo per avere i numeri del monco. Allora Mussolini, per non rovinare le casse dello Stato, tolse un numero alla ruota.

Intervista a Enzo G. Castellari – Puntata 80

Il regista Enzo G. Castellari

Il regista Enzo G. Castellari

Prestigiosissima guest star della “Trasmissione di Morelli” è il regista Enzo G. Castellari, autore di oltre quaranta pellicole tra cui Quel maledetto treno blindato – Bastardi senza gloria, che ha ispirato il prossimo film di Quentin Tarantino.

Momenti salienti dell’intervista a Enzo G. Castellari:
Il tuo film Quel maledetto treno blindato – Bastardi senza gloria fino a qualche anno fa era sostanzialmente dimenticato. Adesso invece se ne parla moltissimo perché Tarantino ti ha preso il titolo.
Non ha ripreso solo il titolo: sarà un vero remake, anche se reinterpretato dal genio di Tarantino. Quando ci siamo incontrati a Venezia lo vedemmo insieme, e per lui era la prima volta sul grande schermo. In sala avevo Quentin a sinistra e Joe Dante a destra. Anche Joe Dante è un mio grande fan, l’unico che mi chiama col mio cognome paterno, Girolami.

Il tuo nuovo film si intitola Caribbean Basterds. È la risposta alla risposta al tuo film?
No, il titolo è uno scherzo per Tarantino, che ha reinterpretato il mio film e – pur avendo regolarmente comprato i diritti – ha storpiato il titolo. Caribbean Basterds tenta di rievocare le emozioni che ho provato la prima volta che ho visto Arancia Meccanica. Parla di alcuni ragazzi ricchi col barcone che si divertono a imitare i protagonisti di Arancia Meccanica. Ci saranno scene violente e di sesso con meravigliose attrici, e ovviamente molta azione.

Tu ormai sei riconosciuto come maestro del cinema da molti maestri del cinema, ma sai che alcuni tuoi importanti colleghi – come ad esempio Dario Argento – si arrabbiano per gli omaggi di Tarantino?
Io ho un piacere massimo, anzi, mi genufletto davanti a giovanissimi geni che imitano e prendono spirito e iniziativa dalle nostre opere: alla mia età mi pare un regalo straordinario!

Ridicolcalcio: intervista a Nicola Calzaretta – Puntata 73

Calcio LOL

Calcio LOL

Ospite del giorno è Nicola Calzaretta, autore, insieme a Marco Cavani, di Ridicolcalcio: tutto il calcio, minuto per minuto.

In “Ridicolcalcio” avete raccolto aneddoti ed elementi divertenti a tema calcistico.
Sì, abbiamo catalogato tra le altre cose anche figurine di calciatori per categorie: baffi spioventi, capelloni, o gli stessi calciatori prima coi baffi e poi senza, oppure prima coi capelli e poi senza…

Avete raccolto anche curiosità onomastiche.
Certo, abbiamo parlato del calciatore Evacuo Felice

Be’, criminali i genitori che gli hanno dato questo nome.
Ma poi c’è il Bibbia Team: Paradisi, Pace, Colomba…

Ricordo nel Perugia c’era la coppia Nakata-Pecchia, o nel messina Bernardo-Provenzano.
E nella Juve sabauda degli anni 70 si trovarono insieme Longobucco, Cuccureddu e Mastropasqua




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