Archive for the 'Interviste serie serie' Category

Influenza A: intervista a Luca Poma – Puntata 146

Un porco pedofilo e forse portatore di influenza suina

Un porco pedofilo e forse portatore di influenza suina

Gli ospiti odierni della “Trasmissione di Morelli” sono Luca Poma, giornalista ed esperto di marketing farmaceutico, e la professoressa Emilia Costa, docente di Psichiatria all’università La Sapienza di Roma. Entrambi hanno relazionato a un convegno sul “disease mongering”, ovvero il marketing scorretto praticato talora dalle case farmaceutiche. L’influenza suina, aka influenza A, aka virus H1N1, è un esempio di “disease mongering”?

Momenti salienti dell’intervista a Luca Poma:
E’ preoccupato per questa influenza A?
Assolutamente mi pare ci sia eccessivo allarmismo, come sull’aviaria. L’OMS ipotizzava 7 milioni di contagiati e centinaia di migliaia di morti, mentre di aviaria sono morte 272. Mi pare che sull’influenza A si stia facendo lo stesso tipo di operazione.

Cosa lascia intuire che l’influenza A possa essere un caso di marketing farmaceutico?
Negli USA per la normale influenza stagionale muoiono circa 3500 persone all’anno. Per influenza A si stima che, alla fine della stagione saranno morte circa 300 persone, un decimo rispetto all’influenza stagionale.

Momenti salienti dell’intervista a Emilia Costa:
Lei è preoccupata per questa influenza A?
Credo sia una forma quasi di ipnosi dolce. Provano a spingerci a comprare farmaci, convincendo le persone che stiano male quando invece stanno benissimo. Con la scusa della prevenzione e della diagnosi precoce siamo arrivati al punto che uno si cura prima di ammalarsi.

Intervista a Luca Steffenoni – Puntata 145

Presunto colpevole, di Luca Steffenoni

Presunto colpevole, di Luca Steffenoni

L’ospite del giorno della “Trasmissione di Morelli” è il criminologo Luca Steffenoni, autore di Presunto colpevole, libro-denuncia sulla malagiustizia nel settore della pedofilia.

Momenti salienti dell’intervista a Luca Steffenoni:
Un caso che mi ha molto impressionato è quello di don Carli, prete di Bolzano, accusato soltanto in forza di un sogno. La prova era stata un sogno fatto dalla sua parrocchiana abbondantemente adulta, che dopo 260 sedute di una forma molto dubbia e discutibile di psicanalisi, sognò di essere stata abusata da piccola da parte del prete. Va in tribunale e la vicenda va avanti per anni e anni, rovinando completamente e ingiustamente questo personaggio.

Un Nobel per Berlusconi: intervista a Giammario Battaglia – Puntata 143

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

L’ospite del giorno della “Trasmissione di Morelli” è Giammario Battaglia, portavoce del comitato “Un Nobel per Silvio Berlusconi”.

Momenti salienti dell’intervista a Giammario Battaglia:
Perché vorreste dare il Nobel per la Pace a Berlusconi?
Perché è stato fondamentale nella risoluzione della crisi Russia-Georgia, come ha detto Nicolas Sarkozy il 19 febbraio di quest’anno, e come ha riconosciuto anche il premier georgiano. Molti analisti hanno dichiarato che se quel conflitto non si fosse risolto, sarebbe potuta scoppiare la terza guerra mondiale.

Sul vostro sito parlate di “indiscussi meriti in campo umanitario” di Berlusconi, ma questi meriti sono invece discussi. Il senatore Paolo Guzzanti ha scritto sul suo blog: “la politica di Berlusconi viene considerata dagli USA sbagliata per gli interessi complessivi della convivenza, pericolosa dal punto di vista della protezione della pace perché la Russia spende i soldi di Berlusconi comprando cannoni (e tecnologia militare avanzata)”.
L’onorevole Guzzanti ha cambiato opinione molte volte, mentre i fatti che noi rappresentiamo sono indiscussi.

Che speranze ha Berlusconi di vincere il Nobel?
La corsa per il Nobel non è una gara, ma siamo molto fiduciosi. Pensiamo che Berlusconi possa davvero vincere il Nobel per la pace.

Licio Gelli story: intervista a Sandro Neri – Puntata 138

La pagina di Wikipedia giapponese dedicata a Licio Gelli

La pagina di Wikipedia giapponese dedicata a Licio Gelli

Ospite del giorno della “Trasmissione di Morelli” è Sandro Neri, capo-cronaca de «Il Giorno», autore di Licio Gelli, parola di Venerabile, libro-intervista con il capo della loggia massonica P2.

Momenti salienti dell’intervista a Sandro Neri:
Che tipo è Licio Gelli?
Il Gelli privato è estremamente ospitale, gentile e ironico come è tipico dei toscani. L’ho trovato disponibile a lasciarsi sottoporre alle mie domande serrate e concentrate, anche sulle grandi accuse giudiziarie a cui è stato chiamato a rispondere.

È un tipo incline a depistare?
Io non mollavo l’osso finché non riuscivo a portare a casa una risposta coerente ed esauriente. E lui non si è tirato indietro davanti a nessuna domanda.

Si favoleggia della casa principesca di Gelli.
Casa sua è una sorta di museo piena di opere d’arte, trattate come tale, con tanto di deumidificatori e vetrine. Il salone sembra effettivamente la sala centrale di un grande museo.

La verità sul match Valuev-Holyfield – Puntata 136

Valuev ed Holyfield si sfidano all'ultimo pugno

Valuev ed Holyfield si sfidano all'ultimo pugno

Per la prima volta alla “Trasmissione di MorellI” parla Pier Luigi Poppi, giudice italiano dell’incontro di boxe del 20 dicembre 2008 tra Nikolay Valuev ed Evander Holyfield, fatto oggetto di aspre polemiche e contestazioni.

Momenti salienti dell’intervista a Pier Luigi Poppi:
Su Wikipedia english c’è scritto che questo vostro su Valuev fu uno dei verdetti più controversi della storia della boxe.
Due giudici su tre hanno visto la vittoria di Valuev, uno ha visto il pari. Nessuno dei tre ha visto la vittoria di Holyfield e questo dovrebbe fare riflettere. Si trattava peraltro di tre giudici neutrali: un italiano, un olandese e un panamense.

Il 30 dicembre 2008 la BBC ha scritto che il vostro verdetto è sotto investigazione.
È stato scritto che subito dopo il mactch la WBA avrebbe fatto rivedere il match a un’altra giuria neutrale. Se questo è stato fatto non lo so. So solo che la WBA, che ha sede in Venezuela, mi ha chiesto una relazione dettagliata sul mio punto di vista sull’incontro. L’ho inviata e mi hanno risposto che la ritenevano ottima.

A 46 anni secondo le si può pensare di raggiungere la vetta come ha pensato Holyfield?
C’è da dire che in questi ultimi anni non ci sono in giro pugili forti come un tempo.In Europa domina ancora questo Valuev, che non è estremamente potente ma è alto 2 metri e 17 ed è alto 150 Kg, e quando si muove fa male.

Immigrati dispersi, le Iene e Beatrice Borromeo – Puntata 135

Beatrice Borromeo

Beatrice Borromeo

Il programma di Italia 1 “Le Iene” ha scoperto un presunto incidente avvenuto al largo di Malta il 28 giugno 2008 tra un’imbarcazione della Capitaneria di porto di Messina e un barcone. Ci sarebbero, pare, circa dieci morti, ma il servizio non è mai andato in onda su Italia 1. Beatrice Borromeo ha raccontato la vicenda sul quotidiano “Il Fatto”, e oggi alla “Trasmissione di Morelli”.

Momenti salienti dell’intervista a Beatrice Borromeo:
La vicenda di cui si parla è vecchia di un anno.
E’ incredibile che questa storia stia stata tenuta nascosta. Lo scoop è di Luigi Pelazza delle Iene, che ha trovato questa pista e ha confezionato un servizio molto interessante che mi sarebbe piaciuto vedere in tv. La storia è quella di una nave della guardia costiera che, secondo la ricostruzione, avrebbe speronato una barca di immigrati che stavano chiedendo soccorso, provocando la morte di alcune persone.

Quante persone?
Il numero non è chiaro: gli immigrati intervistati da Pelazza a Malta hanno detto che erano partiti in 30 e sono tornati a Malta solo in 17. La Guardia Costiera ha dichiarato che le persone erano 18, e quindi anche secondo la sua ricostruzione ufficiale almeno un disperso c’è.

Che materiale è stato recapitato alle Iene?
La lettera anonima che ha dato il via alla denuncia sembra scritta da qualcuno all’interno della barca. Ma c’è anche del materiale fotografico. Esistono delle foto precedenti e successive all’incidente. Da quelle precedenti si notano due particolari: il mare sembra assolutamente calmo, benché le ricostruzioni parlassero di mare forza 4, e poi nella foto si contano distintamente diciotto persone, mentre a Malta ne sono tornate solo 17.

Processo agli economisti – Puntata 134

La copertina del libro di Roberto Petrini

La copertina del libro di Roberto Petrini

L’ospite del giorno della Trasmissione di Morelli è Roberto Petrini, autore del libro Processo agli economisti.

Momenti salienti dell’intervista a Roberto Petrini:
Gli economisti ci hanno spiegato di non aver saputo prevedere la crisi e di non conoscerne bene nemmeno i motivi. Come dice Jon Stewart, è come se un metereologo in mezzo all’uragano dicesse: “oddio, che succede? C’è freddo! Sono tutto bagnato!”
Agli economisti non si chiedeva di prevedere il giorno preciso e l’attimo in cui sarebbe scoppiata la crisi che ha causato questa mostruosa recessione. Si trattava semplicemente di creare un dibattito e fare emergere una serie di prese di posizione che dicessero: “attenzione, l’economia sta andando in una direzione sbagliata ed è possibile che scoppi una crisi”. Pochissimi economisti lo hanno fatto, mentre la gran parte, quello che si chiama mainstream, l’ortodossia, questi dicevano: “tutto va bene, madama la marchesa”.

Gli economisti hanno davvero fallito a prevedere la crisi, oppure hanno semplicemente preferito tacere?
Negli ultimi anni si è creata una fiducia assoluta nella possibilità del mercato di autoregolarsi. Lo stesso presidente della Federal Reserve Greenspan diceva che i fondi ad alto rischio sono come le api sul miele, quindi indispensabili e da non regolamentare. Condizionati da questo clima culturale, banchieri, regolatori, politici, agenze di rating e media si sono persuasi che l’economia avrebbe potuto procedere tranquillamente ancora per anni e anni, e invece è scoppiata la crisi che sappiamo.

Cosa significa che gli economisti hanno smesso di sognare?
E’ il titolo di un capitolo del mio libro. Io accuso gli economisti non solo di non aver previsto la crisi, ma anche di non saper più comunicare, di essersi chiusi nei loro istituti di ricerca pensando che l’economia fosse una scienza esatta, invece è una scienza inesatta.

UFO a Messina – Puntata 133

Particolare di una figurina della serie Mars Attacks!

Particolare di una figurina della serie Mars Attacks!

L’estate 2009 sarà ricordata per il “flap” ufologico (cioè il boom di avvistamenti) in provincia di Messina. Se ne discute insieme all’ufologo ufficiale della “Trasmissione di Morelli” Stefano Famà, punta di diamante del Centro Ufologico Siciliano.

Il punto G secondo il dottor Puppo – Puntata 131

Il dottor Vincenzo Puppo

Il dottor Vincenzo Puppo

Il dottor Vincenzo Puppo risponde al prof Emmanuele Jannini, che alla “Trasmissione di Morelli” sostenne l’esistenza del “punto G”.

Momenti salienti dell’intervista a Vincenzo Puppo:
Dottor Puppo, esiste il punto G?
No! Il punto G è stato inventato circa trenta anni fa, e qualcuno parla anche di truffa sulla pelle delle donne (per tutti i problemi sessuali che ha causato praticamente a tutte le donne del mondo).

E chi l’ha inventato questo punto G?
Trenta anni fa Ladas (psicologa), Whipple (neurofisiologa e psicobiologa, titoli avuti credo solo con Master, cioè forse senza lauree, lo preciso perché lei è ancora attiva come sessuologa) e Perry (psicologo), quindi nessun medico (ma la maggior parte dei sessuologi anche oggi non sono medici), questi tre “sedicenti esperti”, come li hanno definiti nel 1985 Masters e Johnson (ginecologi, importanti ricercatori che negli anni ’60 divulgarono la risposta sessuale umana dal punto di vista scientifico: e per me è pazzesco, scandaloso, che i mass-media non li abbiano ascoltati!), questi tre opportunisti hanno ripreso dall’articolo di Grafenberg due frasi non correlate, e da due pagine diverse dell’articolo del 1950, e le hanno diciamo “mischiate”.

Ma Jannini afferma di aver fotografato il punto G e di avere pubblicato il suo articolo sul Journal of Sexual Medicine.
Un conto è quello che Jannini dice ai mass-media, un altro quello che veramente è stato pubblicato nel Journal Sexual Medicine: c’è stato qualche giornalista che ha verificato, ha letto l’articolo di Jannini? Chiaramente no, visto che ne hanno parlato i mass-media di tutto il mondo, non solo, spesso hanno pubblicato una figura diversa da quella che effettivamente è presente nell’articolo di Jannini.

Maurizio Blondet e l’Adelphi – Puntata 128

Maurizio Blondet accanto al logo dell'Adelphi

Maurizio Blondet accanto al logo dell'Adelphi

Il giornalista Maurizio Blondet, direttore del sito Effedieffe.com e autore del libro-scandalo Gli Adelphi della dissoluzione, spiega alla “Trasmissione di Morelli” in che modo, secondo lui, la casa editrice Adelphi riproporrebbe la gnosi pagana dei secoli antichi e un messaggio di edonismo anti-umano.

Momenti salienti dell’intervista a Maurizio Blondet:
Lei nel 1994 ha pubblicato un libro oggi molto raro, Gli Adelphi della dissoluzione, in cui accusa la casa editrice Adelphi di farsi portatrice di istanze pagane.
La casa editrice Adelphi, fino più o meno al 1994 – adesso è una grande casa che pubblica un po’ di tutto – ha portato a sinistra dei temi della destra gnostica ed esoterica, partendo da un’interpretazione di Nietzsche come vero padre della sinistra post-comunista.

E perché?
Perché effettivamente Nietzsche, letto integralmente, è in un certo senso un radical chic, che dice che Dio è morto, i valori non esistono, l’uomo è libero di fare ciò che vuole e può. È il vero creatore delle ideologie anti-umane del ‘900. Il mio libro è dovuto in gran parte alle rivelazioni di un informatore anonimo, che faceva il lettore di dattiloscritti anche per Adelphi. Mi rivelò certi retroscena esoterici, misterici, che hanno a che fare con i capi della Banca Commerciale italiana, Enrico Cuccia e altri grandi della finanza.




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