Archive for the 'L'autobiografia di Sparagna' Category

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/9 – Puntata 117

Vincenzo Sparagna. What else?

Vincenzo Sparagna. What else?

Dopo le prime 8 puntate, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire» (da poco di nuovo in edicola), Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.

Momenti salienti del racconto di Vincenzo Sparagna:
Dove eravamo rimasti?
A un certo punto non riuscimmo più a far fronte alla crisi economica di «Frigidaire». Il debito più grosso era con la tipografia Mondadori di Roma: facemmo un fallimento concordato dell’editrice Primo Carnera perché era la cosa più conveniente. Poi fondammo una nuova editrice chiamata “Nuovo Pianeta”, che nel 1998 ha ripubblicato «Frigidaire» in occasione di un viaggio clandestino a Roma con Oreste Scalzone, che venne in Italia da latitante per fare un discorso immaginario a una folla inesistente.

Nel 2001 ci fu una querelle con Daniele Luttazzi.
Fui chiamato ai tempi di «Satyricon» da una sua segretaria, che mi disse che Daniele era mio fan e voleva intervistarmi. Arrivati all’ultima puntata di quella serie infernale (c’era stato il caso Travaglio, la merda finta, etc.) non venni più richiamato. Al posto mio andò in video il capo della massoneria.

Puoi raccontarci il tuo 11 settembre 2001?
Ero a Parigi per un incontro con molti compagni europei sul tema delle violenze poliziesche del G8 di Genova. Preparavamo una pubblicazione intitolata «I testimoni di Genova». Io stavo con Oreste Scalzone, andammo a fare una trasmissione radiofonica e ne uscimmo sconvolti. Io avevo un terribile mal di testa, Scalzone era debolissimo. Entrammo come disperati in una farmacia. Un giovane dottore nero mi misurò la pressione e mi disse: «si fermi subito, lei ha la pressione altissima e potrebbe morire da un momento all’altro». Poi la misurò a Scalzone e gli disse: «si fermi anche lei, ha la pressione bassissima!» Dopo di che uscimmo per strada e ci chiedemmo se forse non eravamo già morti senza accorgercene.

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/8 – Puntata 93

Vincenzo Sparagna mentre suona Bach

Vincenzo Sparagna mentre suona Bach

Dopo le prime 7 puntate, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire» (da poco di nuovo in edicola), Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.

Momenti salienti del racconto di Vincenzo Sparagna:
Dove eravamo rimasti?
Alla morte di Tamburini e Pazienza, entrambi per eroina. Gettò un’ombra di cupezza per anni anche su «Frigidaire».

In quanti consumavano eroina nella redazione di «Frigidaire»?
Essenzialmente Tamburini e Pazienza. Gli altri non hanno mai consumato eroina.

Quindi una mortalità del 100%.
Eh sì. In quel periodo Berlusconi stava tentando di impadronirsi di Repubblica e a noi venne l’idea di creare un falso della Repubblica. All’epoca non usciva il lunedì, quindi facemmo «il lunedì della Repubblica». A differenza di ciò che alcuni si aspettavano, non era schierato né con Berlusconi né con De Benedetti-Scalfari. Eravamo contro Berlusconi, come lo siamo tuttora, ma per nulla teneri contro gli affaristi della sinistra. Il giornale tirava centomila copie, tant’è che «Repubblica» ci fece due cause, che vincemmo. Alla fine, dopo due anni, chiudemmo il giornale per via di continui sabotaggi alla distribuzione, immagino su mandato della «Repubblica». Alla fine vendemmo alla «Repubblica» la nostra testata, che tuttora esce il lunedì col titolo «il lunedì della Repubblica».

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/7 – Puntata 90

Vincenzo Sparagna in un bassorilievo di granito

Vincenzo Sparagna in un bassorilievo di granito

Dopo le prime 6 puntate, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire» (da poco di nuovo in edicola), Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.

Eravamo rimasti alla fondazione di «Frigidaire». Il successo arrivò subito?
Il successo è arrivato presto, ma dopo tre o quattro numeri di «Frigidaire» eravamo già sotto di un centinaio di milioni. Tutti pensavano che avremmo chiuso, però siamo riusciti a superare quella fase difficile.

C’erano tante personalità fortissime in redazione: tu, Andrea Pazienza, Filippo Scòzzari, Stefano Tamburini, Tanino Liberatore, Massimo Mattioli. Era inevitabile che ci fossero degli scontri. Chi era amico di chi?
Io ho sempre cercato di essere amico di tutti. Certamente c’era qualche conflitto. Ad esempio tra Tamburini e Mattioli, per una questione di primogenitura nell’uso dei cartoncini colorati nel fumetto. Una disputa un po’ più lunga invece fu quella tra Scòzzari e Pazienza. Scòzzari scrisse una introduzione abbastanza velenosa all’albo di Pazienza Aficionados, sulla base del fatto che Pazienza aveva chiesto dei soldi – giustamente, peraltro – per fare un albo extra. L’introduzione di Scòzzari si intitolava “Ritratto dell’artista da giovane salvadanaio”, che fece veramente imbestialire Andrea.

All’epoca «Frigidaire» pagava.
Come no, pagava sì. Noi avevamo un attivo crescente, perché avremmo dovuto avere dei rimborsi per un aumento artificiale del prezzo della carta. Il primo anno l’abbiamo ricevuto, poi niente più.

Insomma la situazione si fece sempre peggiore.
Per ripianare i debiti di «Frigidaire», insieme a un ex compagno dei movimenti decidemmo di fare un’importazione di hashish dal Marocco. Ci procurammo un centinaio di chili di hashish, che trasportammo in modo molto avventuroso su un canotto partito da Marbella e poi arrivato sulle coste africane dopo giorni. Siamo rimasti a un certo punto senza nafta, alla deriva, su questo canotto carico di hashish.

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/6 – Puntata 84

Vincenzo Sparagna (foto colorizzata)

Vincenzo Sparagna (foto colorizzata)

Dopo la prima, la seconda, la terza, la quarta e la quinta puntata, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire» (da poco di nuovo in edicola), Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.

Vincenzo, eravamo rimasti al racconto della fondazione di «Frigidaire», che peraltro ha ricominciato a uscire )il prossimo numero sarà in edicola col quotidiano «Liberazione» del 23 maggio).
Io e Tamburini abbiamo lavorato per circa un anno alla creazione di una nuova rivista che non fosse solo di satira e fumetti, ma anche di antropologia del presente. Siamo nel 1980. Il primo numero fu abbastanza clamoroso perché molti si aspettavano qualcosa che assomigliasse a «il Male». Era allegato un inserto – che poi è stato persino esposto in una grande mostra d’arte contemporanea a Torino – sui suicidi autoerotici, con foto preso da un manuale di medicina legale. Queste foto, oltre alla confezione lussureggiante della rivista, «Frigidaire» fu subito messo tra le riviste porno dagli edicolanti.

Nel primo numero c’è anche una scioccante intervista a un giovanissimo gigolò.
Questa intervista era nata all’interno di un mio progetto di libro, che poi non ho più completato, sulla sessualità maschile, un argomento che era stato maltrattato dalla letteratura femminista del tempo. Il pezzo si chiamava “Schiuma”, un’intervista a questo Roberto T. (finto nome), e conteneva il racconto di una ricerca del piacere adolescenziale attraverso tante esperienze di infelicità. Tant’è che era finito per diventare un marchettaro.

Questo ragazzo che fine ha fatto?
Ti sembrerà strano, ma un anno o due fa è passato a Frigolandia. Ormai è adulto, lavora, se la cava, credo che abbia fatto addirittura dei figli.

Una storia alla Povia, «Luca era gay e adesso sta con lei»…
Eheh, lasciamo perdere…

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/5 – Puntata 75

Vincenzo Sparagna, ancora lui

Vincezo Sparagna, ancora lui

Dopo la prima, la seconda e la terza e la quarta puntata, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire» (da poco di nuovo in edicola), Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.

Momenti salienti del racconto di Sparagna:
Ti avevamo lasciato dopo le turbolente vicende del rapimento Moro.
Poi avvenne che Wojtila fu eletto papa. Durante il primo viaggio da papa nella natìa Polonia andammo in quel paese a distribuire una falsa copia della «Tribuna Ludu», organo ufficiale del partito comunista polacco. All’epoca il presidente era Gierek, a capo di un governo che più totalitario non si può. Il giornale annunciava la nomina del papa come Re di Polonia col come di Karol I. Rischiavamo che ci sbattessero in galera, o anche peggio. L’operazione andò bene, però ci abbiamo preso gusto.

E cosa avete fatto?
L’anno dopo realizzammo una falsa «Pravda» da distribuire a Mosca durante le Olimpiadi del 1980. Il titolo era: «no socialiste, no sovietiche: solo repubbliche»…

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/4 – Puntata 70

Vincenzo Sparagna accanto al famigerato numero del Male

Vincenzo Sparagna accanto al famigerato numero del Male

Dopo la prima, la seconda e la terza puntata, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire», Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.

Momenti salienti del racconto di Vincenzo Sparagna:
Eravamo rimasti sulla soglia della redazione de «Il Male», giornale satirico che ha fatto la storia.
La redazione era il salone della casa di Pino Zac. Dico: «Pino, che posso fare?» Lui aveva disegnato un Aldo Moro con la testa a forma di cazzo. Al momento Moro era Presidente della Democrazia Cristiana, grande capo democristiano e candidato in pectore alla presidenza della Repubblica. Allora Pino Zac mi disse di fare una finta chiromanzia dei potenti.

E su Moro che scrivesti in quel numero del Male?
Dissi che la mano di Moro indicava sicura carcerazione, e che il soggetto, dopo alterne vicende, avrebbe fatto una brutta fine.

Quindi hai profetizzato il rapimento di Moro.
La cosa veramente pazzesca è che il giornale uscì il 16 marzo del 1978, giorno del rapimento di Moro! L’articolo era firmato “Tersite”, e la polizia si mise a caccia di questo Tersite che sapeva del rapimento Moro. Venne fermato per errore Angelo Pasquini, che passò un paio di giorni a San Vittore.

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/3 – Puntata 63

Il giornalista Vincenzo Sparagna in versione Kit Carson

Il giornalista Vincenzo Sparagna in versione Kit Carson

Dopo la prima e la seconda puntata, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire», Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.

Momenti salienti del racconto di Vincenzo Sparagna:
Cos’hai fatto dopo la fuga attraverso il Rio de La Plata?
Ho passato molto tempo in Portogallo durante la rivoluzione dei garofani, una rivoluzione per una volta tanto vittoriosa. Nel cuore della vecchia Lisbona, mentre i ricchi sfuggivano alle rivolte popolari, occupammo un vecchio edificio per creare un’ambasciata rivoluzionaria per rivoluzionari italiani.

E poi?
Poi tornammo in Italia, in tempo per partecipare al movimento del 77. Io ero a Roma. Scrissi la mozione per la cacciata di Lama dall’università.

Quindi Lama l’hai cacciato tu?
Ho contribuito senz’altro. Mi hanno anche spaccato gli occhiali…

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/2 – Puntata 60

Vincenzo Sparagna tra Allende e Pinochet

Vincenzo Sparagna tra Allende e Pinochet

Dopo la prima puntata, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire», Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.

Momenti salienti del racconto di Vincenzo Sparagna:
Ti sei trovato in mezzo tra Pinochet e Allende…
C’era questo gruppo, Patria y libertad, che aveva messo in prima pagina la mia foto e quella di altri compagni come agitatori internazionali. In quel frangente siamo riusciti a scappare attraverso le Ande.

Sei scappato sui monti, come Belle et Sebastien!
Poi sono tornato in Argentina dopo il colpo di Stato di Videla. Sono arrivato nel momento più terribile del dominio militare sull’Argentina. Tante atrocità, torture infinite, migliaia e migliaia di morti. Entrai da clandestino, attraverso il fiume Paraguay.

Ma che andavi a fare in Argentina?
Creare collegamenti con quelli che erano fuggiti all’estero, portare dei messaggi, incrociare le organizzazioni che si battevano contro la dittatura e raccontare per il Manifesto ciò che succedeva laggiù, ma da un punto di vista militante…

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/1 – Puntata 55

Vincenzo Sparagna, direttore di Frigidaire

Vincenzo Sparagna, direttore di Frigidaire

Ospite del giorno è il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire», Vincenzo Sparagna, che racconta la prima parte della propria avventurosa auto-biografia.

Momenti salienti del racconto di Vincenzo Sparagna:
Cominciamo dall’inizio, no?
Sono nato il 28 luglio del 1946 a Bagnoli, la propaggine più a Nord di Napoli. Una tendenza preoccupante: già da piccolo, avendo assistito ai primi comizi nelle piazze di Napoli, salivo sul tavolo e cominciavo ad arringare la folla. Pare che la frase che preferissi fosse questa: «Popolo di Bagnoli, siete tutti fetenti!»

Ti senti di confermarla oggi?
Sì, potrei ripeterla in tono affettuoso. Mi sento io il primo fetente.

Quanto alle tue prime esperienze nel giornalismo?
Dal settimanale di Avanguardia operaia fui radiato per soggettivismo piccolo-borghese. Avevo scritto in un articolo che questi cinesi non ce la contavano giusta perché Lin Biao era morto. Lin Bio effettivamente era morto, ma io sono stato radiato per averlo detto. In quegli anni mi permettevo di criticare lo pseudo-socialismo cinese. Comunque, dopo tutta questa storia infernale di Avanguardia operaia sono andato a cercare la rivoluzione in Cile nel periodo di Allende. Mi sono trovato in mezzo al colpo di stato di Pinochet.




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