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Gianfranco Manfredi, papà di Magico Vento
È pasquetta anche per “La Trasmissione di Morelli”. Guest star di questo giorno festivo è Gianfranco Manfredi, cantautore, scrittore, autore del fumetto Magico Vento.
Momenti salienti dell’intervista a Gianfranco Manfredi:
Magico Vento chiuderà nel 2010, vero?
Sì. È una serie che dura da molti anni e trovavo giusto completarla, perché nel tempo si è sviluppata come una specie di grande unica saga, che quindi richiede una conlcusione.Quindi è stata una sua scelta?
Una scelta fatta in comune con la casa editrice. Naturalmente sono tempi difficili per il fumetto, dunque di fronte alla prospettiva di trovarsi davanti a un momento critico ho pensato fosse più giusto evitare una brutta sorpresa ai lettori, che magari da un momento all’altro potrebbero trovarsi orfani. Meglio chiudere un bel lavoro.Una volta in un’intervista ha detto che i giovani lettori di oggi, a differenza delle generazioni precedenti, danno grandissimo spazio ai sentimenti senza vergognarsene. È per questo che trionfa un certo romanticismo facilissimo, tipo Moccia etc.?
Può darsi. Riguarda naturalmente i ragazzi più giovani, perché adesso l’asticella dell’età media si è molto abbassata. Ad esempio, quando Dylan Dog raggiunse il suo massimo successo si verificò che c’erano lettori di otto, nove anni, che un tempo i fumetti horror non li avrebbero nemmeno concepiti. Però in generale i giovani maschi leggono meno, leggono soprattutto le donne. In America l’80% dei lettori sono donne. Questo fa sì che certi temi sentimentali e un certo modo di scrivere si siano diffusi di più.Lei già nel 1974 cantava una canzone intitolata “La Crisi”, che diceva testualmente: «La Crisi e’ strutturale/ e’ nata col capitale/ sta dentro al meccanismo di accumulazione/ il riformismo non sara’ una soluzione.» Adesso possiamo dirlo che lei aveva ragione?
All’epoca studiavo le lezioni di un grande economista che si chiama Nanni Arrighi. Tuttora c’è chi sostiene che le crisi siano cicliche e chi invece sostiene che siano strutturali. Io questa cosa la misi in una canzone molto ironica, che come musica riprendeva Rossini…
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