Intervista a Oliviero Beha – Puntata 126

Il giornalista Oliviero Beha

Il giornalista Oliviero Beha

Nuovo corso della “Trasmissione di Morelli”. Guest star del giorno è il giornalista Oliviero Beha, autore de I nuovi mostri.

Momenti salienti dell’intervista a Oliviero Beha:
Ne I nuovi mostri lei denuncia sin dal sottotitolo un «paese senza intellettuali». Non si tira un po’ la zappa sui piedi? Lei non corrisponde all’identikit dell’intellettuale impegnato?
Se corrispondo o no deve deciderlo chi legge. Posso dire che in questi ultimi trent’anni il paese è andato talmente indietro che io, che ho cominciato come giornalista sportivo, mi trovo trasformato in intellettuale per il solo fatto di non essere regredito.

Lei crede nella tesi che il paese sarebbe stato intontito dalla televisione dei “Colpo Grosso”, dei “Grande Fratello”, etc.? In fondo questa roba va in onda in tutto il mondo.
Sì, ma il problema è il dosaggio e la scelta. Il mio libro, I nuovi mostri, già dalla copertina parla di «un’opinione pubblica imbalsamata». C’è un’opinione pubblica in Italia? E di cosa discute? Qui si sono tutti divisi in un derby calcistico pro o contro Berlusconi, è un paese di cialtroni e addormentati che hanno rinunciato a pensare e non trasmettono niente alle generazioni successive.

Il suo libro parla anche di «democrazia svenuta».
In questo paese la democrazia non c’è più da un pezzo. Gli italiani di oggi sono nettamente peggiori di quelli di un tempo. Di politica in Italia non c’è più nulla, ci sono solo comitati d’affari: a destra e sinistra pensano solo agli affaracci loro. È come un’azienda che abbia degli azionisti di maggioranza (il governo e Berlusconi come amministratore delegato) e degli azionisti di minoranza che sono all’opposizione e dividono le briciole di potere lasciate libere da Berlusconi.

4 Responses to “Intervista a Oliviero Beha – Puntata 126”


  1. 1 Gianni Curreli

    Peggiori gli Italiani? peggiori di quelli di quale mitico tempo? forse del tempo in cui gli “intellettuali”si nutrivano del libretto rosso di Mao o indicavano come COSIDDETTE le B.R.od ancora, firmavano in massa per il linciaggio dei loro nemici politici ed incitavano i giovani alla distruzione, anche di quel poco di bene presente ancora nella scuola e nel contratto sociale? Magari l’ignavia è la stessa ma con un punto di cinismo in più,che se rende coriacei i molti, al sentire di volere il Buono ed il Giusto,li rende più impermeabili ai cattivi maestri.E’un miglior punto di partenza.

  2. 2 rotfl

    Infatti, concordo con l’accusa di reazionarismo. La definizione è perfetta: «atteggiamento conservatore e retrogrado».

    P.S. Ottima intervista!

  3. 3 Clara

    io sinceramente da italiana sottoscrivo il dott. Beha,

  4. 4 steano collica

    Credo che Beha possa essere citato come uno dei pochi che non si è fatto i fatti suoi, e questo da solo basterebbe a dovergli rispetto. In quanto al libretto rosso di cui si nutriva una certa parte politica, è vero, gli italiani di sinistra avevamo una predilezione per Mao piuttoso che per Nixon e magari tifavamo URSS piuttosto che USA alle Olimpiadi. Suppongo per ignoranza, come lo era il sottoscritto allora,in quanto poco ci facevano sapere e, personalmente colpevole di pigrizia a cercare le notizie dove c’erano. Ma non omologateci ai Bertinotti per favore, quelli lo sapevano !!! Grazie a Beha ho sempre intravisto un’altro lato delle cose.Un salto a tutti.

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