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Boss di Cosa Nostra
Ospite del giorno è la giornalista Antonella Mascali, autrice del libro Lotta civile. Contro le mafie e l’illegalità.
Momenti salienti dell’intervista ad Antonella Mascali:
Con questo libro hai fatto un pellegrinaggio nel dolore causato dalla mafia.
Be’ sì. Ho iniziato questo libro col capitolo dedicato a Pippo Fava, direttore de «I Siciliani», anche perché io vengo da quella storia. Ero molto piccola, leggevo «I Siciliani» perché già volevo fare la giornalista, e ho cominciato a scrivere su quel giornale quando ero al ginnasio, subito dopo la morte di Pippo Fava. Poi per questo libro ho incontrato tantissimi familiari di vittime della mafia, che hanno un comune denominatore: sono tutti impegnati nel sociale. Hanno deciso di dedicarsi alla battaglia per la giustizia, contro la criminalità organizzata. Il loro compito è anche quello di far si che non si dimentichino i loro familiari e soprattutto la storia che c’è dietro, che tuttavia riguarda tutti noi. Come mi ha detto Elena Fava, figlia di Pippo Fava, «mio padre è mio, ma appartiene a tutti».Coloro che sono stati uccisi dalla mafia sono eroi?
Non sono eroi, li abbiamo fatti diventare noi eroi. Come mi ha detto Giovanni Chinnici, figlio del giudice Rocco Chinnici ucciso a Palermo, «persone come mio padre non sono eroi, chi li definisce eroi si crea un alibi per non fare niente».Ma una persona normale cosa può fare per combattere la mafia, a parte non delinquere?
Mai girarsi dall’altra parte, mai isolare le persone che per funzione rivestono i ruoli più delicati: magistrati, poliziotti, finanzieri, quei politici – e non sono tanti – che vogliono combattere davvero la mafia.L’altro giorno il procuratore Piero Grasso ha detto che Cosa Nostra è in ginocchio. Ti senti di confermare?
Sì, Piero Grasso ha detto che Cosa Nostra siciliana è in ginocchio, però ha anche avvertito che non bisogna mai abbassare la guardia. Aggiungo io: se magistrati e polizia stanno facendo la loro parte, anche in altre regioni, a livello politico la battaglia è tutta da fare. Se ancora parliamo di lotta civile è perché non c’è mai stata una volontà costante dei rappresentati politici di sconfiggere la criminalità organizzata, così come si è fatto invece col terrorismo.
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