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Intervista a Luca Telese – Puntata 166

Il giornalista Luca Telese

Il giornalista Luca Telese

Oggi ricorre il ventennale della caduta del muro di Berlino. Per l’occasione alla “Trasmissione di Morelli” arriva il giornalista de “Il Fatto” e La7 Luca Telese, autore del libro Qualcuno era comunista, appassionante racconto della Svolta “occhettiana” che, all’indomani della caduta del muro, traghettò il Partito Comunista Italiano verso la nuova forma di Partito Democratico della Sinistra.

Momenti salienti dell’intervista a Luca Telese:
Tu dov’eri all’epoca dei fatti?
Ero appena entrato nella redazione del Messaggero con una borsa di studio e sognavo di diventare un giornalista. Allo stesso tempo ero un giovane comunista, iscritto alla FGCI dall’84, e che quando cadde il muro si trovò spettatore privilegiato dell’epopea collettiva della svolta da PCI a PDS.

Anche Mani pulite è stata una conseguenze della caduta del muro di Berlino?
Mi pare una cosa molto sensata. La democrazia bloccata che era imposta dall’ordine di Yalta creò uno schieramento obbligato a stare al governo e uno obbligato a stare all’opposizione. Quando il muro è caduto quel meccanismo è esploso, quindi è bastato che un giudice andasse un po’ a scavare e, venuta meno la necessità della storia, è crollato anche il sistema.

Enzo Biagi vive ancora – Puntata 165

Il giornalista Enzo Biagi in un video del 1987

Il giornalista Enzo Biagi in un video del 1987

A tre anni esatti dalla morte, “La Trasmissione di Morelli” celebra il grande giornalista Enzo Biagi con del meteriale di repertorio.

Guy Fawkes night – Puntata 164

La maschera di Guy Fawkes nel film V per Vendetta

La maschera di Guy Fawkes nel film V per Vendetta

Nei paesi del Commonwealth oggi si celebra il fallimento della cosiddetta Congiura delle polveri, che vide protagonista Guy/Guido Fawkes nel 1605. I bambini bruciano un simulacro di Fawkes, l’uomo che tentò di far esplodere il Parlamento inglese, e chiedono «a penny for the guy». Lo racconta alla “Trasmissione di Morelli” l’esperto Torquil Dick-Erickson.

Momenti salienti dell’intervista a Torquil Dick-Erickson:
Perché Guy Fawkes viene ricordato in Inghilterra, invece di essere condannato alla damnatio memoriae, secondo l’uso latino?
Gli inglesi sono molto attaccati tanto alla figura del regnante quanto al Parlamento. Dunque si celebra lo scampato pericolo.

Ma nel 2002 la BBC ha fatto un sondaggio per scegliere i più grandi britannici della storia, e gli inglesi hanno messo Fawkes al 30esimo posto.
Diciamo che c’è, e c’era già nel 2002, una crescente disaffezione tra gli inglesi verso i parlamentari. C’è molta delusione verso certi provvedimenti dei parlamentari, dunque si capisce che qualcuno, pensando più a quelli di oggi che a quelli dell’epoca, può pensare che Guy Fawkes sia un grande britannico.

Intervista a Vauro – Puntata 163

Vauro Senesi e le sue creature

Vauro Senesi e le sue creature

Guest star di oggi è il vignettista Vauro Senesi, firma storica de «Il manifesto» e volto noto di Annozero, di Michele Santoro.

Momenti salienti dell’intervista a Vauro:
Quanto ti intervistano ti pongono sempre questioni enormi: la democrazia, la libertà di stampa, la rappresentazione della realtà… E’ roba da Montesquieu. Non ti imbarazza?
La stampa italiana, oltre a non brillare per indipendenza e libertà, non brilla neanche per fantasia. La ripetizione è una delle caratteristiche della cosiddetta informazione nel nostro paese.

Anche in passato ti capitava di dover concettualizzare questi grossi temi?
Ora sinceramente non mi ricordo a memoria tutte le interviste che rilascio, non so se è questione di questi tempi o accadeva anche prima. Oggi ovviamente l’informazione è sotto tiro e sollecita questo tipo di domande, ma è anche vero che, proprio perché sotto tiro, l’informazione dovrebbe farle ad altri queste domande.

Chi ti ha insegnato a disegnare?
Io sono ormai di una generazione anzianotta. Il mio ispiratore, da ragazzino, era Jacovitti e credo che si noti ancora.

Teatro degli orrori: intervista a Pierpaolo Capovilla – Puntata 162

Pierpaolo Capovilla e il Teatro degli Orrori

Pierpaolo Capovilla e il Teatro degli Orrori

Alla “Trasmissione di Morelli” arriva il frontman della band Il Teatro degli Orrori Pierpaolo Capovilla.

Momenti salienti dell’intervista a Pierpaolo Capovilla:
Il vostro nuovo album, rispetto al precedente, presenta una denuncia sociale più forte.
Il fatto che ci sia più attenzione verso il sociale non credo sia una novità. Credo esista un filo conduttore che lega questo album al precedente. Se fai del rock fai della musica leggera, dunque in qualche misura intervieni nel mutamento dell’immaginario collettivo, che è come pensa la gente e come vivono le persone. Ascoltare della buona musica è politica, così come farla. Crediamo nel nostro ruolo di musicisti in un senso politico, nel senso che ci piace l’idea di indurre chi ascolta a delle riflessioni ulteriori.

Nel vostro ultimo disco sembrate credere molto in quello che un tempo si chiamava “internazionalismo”.
Siamo cittadini del mondo e anche di questo disgraziato paese, e dobbiamo occuparci sia dell’uno che dell’altro. E’ chiaro che il singolo individuo, davanti all’enormità dei problemi, si senta frustrato. Ma ciascuno di noi può contribuire a migliorare il mondo attorno a sé.




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