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Phantom, l'uomo mascherato, l'ombra che cammina
Alla “Trasmissione di Morelli” Lorenzo Bartoli, sceneggiatore di “John Doe” ed esponente dell’Eura Editoriale, parla della nuova testata dedicata a Phantom, l’uomo mascherato.
Momenti salienti dell’intervista a Lorenzo Bartoli:
Mi sono stupito di trovare Phantom in edicola. Come mai in un momento di crisi ve ne uscite addirittura con una nuova testata dedicata a un personaggio così antico?
La crisi c’è, ma il fumetto è uno dei settori che ha resistito meglio: in alcuni casi ci sono stati addirittura miglioramenti nelle vendite. L’idea di produrre Phantom è nata dal fatto che l’Eura è una casa editrice molto classica, con eroi vecchia maniera, senza macchia e senza paura, che non si fanno troppe domande. Phantom rientra in questa logica, è Avventura con la A maiuscola.Phantom è l’eroe più colonialista che ci sia, forse l’ultimo dei colonialisti.
L’etica di Phantom è quella del superuomo. È il primo eroe in calzamaglia, anche cronologicamente (nasce nel 1937), ed è colui che ha dettato certi stilemi ormai classici. Batman, ad esempio, ha pescato a piene mani dal repertorio di Phantom. Più in generale, Phantom è superiore agli altri uomini per caratteristiche psicofisiche e si occupa, in maniera a volte un po’ pietistica, di esseri meno dotati dal punto di vista atletico e intellettivo. Nella jungla, dove vive, è una specie di sovrano illuminato.Qual è il pubblico di questo personaggio così old-style?
Direi i quarantenni cresciuti con la letteratura per ragazzi (Burroughs, Verne, etc.), ma anche i lettori affezionati alle prime edizioni di Phantom apparse in Italia. Inoltre, tutti coloro che amano i supereroi troveranno le caratteristiche dei loro amati personaggi anche in Phantom, che ne è un po’ il progenitore.
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