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Il giornalista Luca Telese
Oggi ricorre il ventennale della caduta del muro di Berlino. Per l’occasione alla “Trasmissione di Morelli” arriva il giornalista de “Il Fatto” e La7 Luca Telese, autore del libro Qualcuno era comunista, appassionante racconto della Svolta “occhettiana” che, all’indomani della caduta del muro, traghettò il Partito Comunista Italiano verso la nuova forma di Partito Democratico della Sinistra.
Momenti salienti dell’intervista a Luca Telese:
Tu dov’eri all’epoca dei fatti?
Ero appena entrato nella redazione del Messaggero con una borsa di studio e sognavo di diventare un giornalista. Allo stesso tempo ero un giovane comunista, iscritto alla FGCI dall’84, e che quando cadde il muro si trovò spettatore privilegiato dell’epopea collettiva della svolta da PCI a PDS.Anche Mani pulite è stata una conseguenze della caduta del muro di Berlino?
Mi pare una cosa molto sensata. La democrazia bloccata che era imposta dall’ordine di Yalta creò uno schieramento obbligato a stare al governo e uno obbligato a stare all’opposizione. Quando il muro è caduto quel meccanismo è esploso, quindi è bastato che un giudice andasse un po’ a scavare e, venuta meno la necessità della storia, è crollato anche il sistema.