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Vauro Senesi e le sue creature
Guest star di oggi è il vignettista Vauro Senesi, firma storica de «Il manifesto» e volto noto di Annozero, di Michele Santoro.
Momenti salienti dell’intervista a Vauro:
Quanto ti intervistano ti pongono sempre questioni enormi: la democrazia, la libertà di stampa, la rappresentazione della realtà… E’ roba da Montesquieu. Non ti imbarazza?
La stampa italiana, oltre a non brillare per indipendenza e libertà, non brilla neanche per fantasia. La ripetizione è una delle caratteristiche della cosiddetta informazione nel nostro paese.
Anche in passato ti capitava di dover concettualizzare questi grossi temi?
Ora sinceramente non mi ricordo a memoria tutte le interviste che rilascio, non so se è questione di questi tempi o accadeva anche prima. Oggi ovviamente l’informazione è sotto tiro e sollecita questo tipo di domande, ma è anche vero che, proprio perché sotto tiro, l’informazione dovrebbe farle ad altri queste domande.
Chi ti ha insegnato a disegnare?
Io sono ormai di una generazione anzianotta. Il mio ispiratore, da ragazzino, era Jacovitti e credo che si noti ancora.
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Il critico televisivo Mariano Sabatini
Ospite de “La Trasmissione di Morelli” è il giornalista e scrittore Mariano Sabatini, qui in veste di critico televisivo. Si parla del “Chiambretti Night” e soprattutto di come i media hanno trattato il terremoto de L’Aquila.
Momenti salienti dell’intervista a Mariano Sabatini:
L’hai vista la famigerata puntata del “Chiambretti Night” su Moana Pozzi, con Maurizia Paradiso e il marito della Pozzi Antonio Di Ciesco? Secondo te era trash?
La questione del trash è sempre un po’ controversa. Chiambretti non è mai trash. Dovrebbe impegnarsi di più a diventare il Letterman italiano perché ha tutte le carte in regola. Dovrebbe sfrondare un po’ di ciarpame che riempie la sua trasmissione. Quanto alla puntata sulla Pozzi, credo che questa donna la si stia usando un po’ come Padre Pio, in una sorta di mercato dei defunti illustri. È un feticismo ripugnante su cui metterei una pietra tombale definitiva.
Sul terremoto in Abruzzo secondo te c’è stato uno sciacallaggio mediatico e politico?
SI! Soprattutto da parte di Bruno Vespa, che dopo la sentenza definitiva su Cogne non è più lui. Si è aggirato come un avvoltoio sulla città devastata con un elicottero che forse è lo stesso di Fazzuoli. Il peluche che ha mostrato ha sostituito degnamente lo zoccolo di Cogne. Chissà se l’elicottero gli è servito anche per controllare le sue case de L’Aquila. Invece mi è piaciuto Santoro: non perché mi stia particolarmente simpatico, ma perché è stata l’unica voce fuori dal coro.