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La Tranviata degli Squallor – Puntata 76

La Tranviata degli Squallor

La Tranviata degli Squallor

Dopo l’anteprima nazionale de La Traviata, diretta da Paolo Baiocco con le scene che Nicola Benois creò per Maria Callas, andata in scena al teatro Vittorio Emanuele di Messina, “La Trasmissione di Morelli” tenta di riproporre l’opera verdiana a beneficio di chi se l’è persa, ma riesce ad acquistare solo i diritti de La Tranviata degli Squallor.

Intervista a Roberto Freak Antoni – Puntata 69

La faccia di pazzo di Roberto "Freak" Antoni

La faccia di pazzo di Roberto Freak Antoni

Ospite del giorno è il frontman del gruppo che ha inventato il punk rock demenziale in Italia: Roberto “Freak” Antoni degli Skiantos.

Momenti salienti dell’intervista a Roberto “Freak” Antoni:
Buongiorno Freak.
Buona giornata a tutti, sono il perfido, rozzo e volgare “Freak” Antoni degli Skiantos! E anche ignorante!

È uscito da poco il nuovo disco degli Skiantos che si intitola Dio ci deve delle spiegazioni.
Con Dio siamo arrivati ormai ai ferri corti. Dopo trentadue anni sulla cresta dell’onta, avendo conseguito sempre un clamoroso, costante e coerente insuccesso, gli Skiantos arrivano a chiedere perché tutto questo. E lui non risponde, come sempre. Sembra estraneo, assente, indifferente alla cosa. È probabile che noi non si sia sintonizzati sulla giusta frequenza.

Il disco costa dieci euro, ma perché dovrei spenderli se posso scaricarlo gratis da internet?
Perché il disco può tornare ad essere quello che era negli anni ‘70, quando aveva un valore in sé, era importante anche per la copertina, le fotografie, i disegni, i logo e i messaggi che conteneva. Ogni cosa era significativa e il disco era un oggetto che, come il libro, personificava miti vari.

Gli Skiantos sono arrivati alla fase conclusiva del loro tour, che si chiama Fogna Tour…
Scusi scusi, come si chiama?

Fogna Tour.
Ahh, ma che bella idea, che umorista! Ci va a pennello, visto che siamo l’unico gruppo partito dalle cantine per arrivare nelle fogne!

Il suo collega Lemmy dei Motörhead ha scritto nella sua autobiografia che ha fatto tutto per la fica. Lei perché l’ha fatto?
Io l’ho fatto soprattutto per la noia. Non so se ha presente Il giornalino di Giamburrasca: io mi trovavo nella stessa identica posizione di Giannino Stoppani, una posizione di noia assoluta nei confronti del rock così anemico, così lustrini e paillettes che era il rock ufficiale della metà degli anni’70. Allora decisi che bisognava fare qualcosa, e insieme a me, senza saperlo, lo decisero i Ramones, i Sex Pistols, i Clash, e così nacque il punk.

Il coro dei Mirabili – Puntata 67

Il coro dei Mirabili, ispirato al maestro Giovanni Mirabile

Il coro dei Mirabili, ispirato al maestro Giovanni Mirabile

Il coro messinese dei Mirabili, poco prima di partire per Riccione alla volta del meeting Musicando, si esibisce alla “Trasmissione di Morelli”.

Intervista a Francesco Cafiso – Puntata 6

Il musicista Francesco Cafiso mentre suona

Il musicista Francesco Cafiso mentre suona

Guest star di oggi: Francesco Cafiso, jazzista siciliano, unico musicista italiano presente alla proclamazione del presidente USA Barack Obama.

Momenti salienti dell’intervista a Francesco Cafiso:
Questa sera sarai ospite di Wynton Marsalis e suonerai all’Eisenhower Theater davanti al presidente Obama.
Sì, domani ci sarà l’insediamento ufficiale. Oggi c’è una specie di festa che hanno organizzato per Obama. Washington è blindata dalla A alla Z, ci saranno più di cento eventi. Wynton Marsalis ha chiamato delle special guest, e l’unico italiano sono io.

Ma tu ti senti un po’ nero dentro?
Un po’ sì. Facendo una musica appartenente alla cultura afroamericana bisogna sentirsi neri dentro. Però sono siciliano e italiano, quindi esce fuori un bel mix. Poi il jazz è anche un po’ siciliano, e la musica non ha età né colore, è una libera espressione d’arte.

Sei universalmente riconosciuto come un genio della musica internazionale: come fai a gestire l’invidia altrui?
Non è facile. Vivo questa cosa con la massima serenità interiore, vivo tranquillo e faccio quello che mi piace. Le critiche poste a fin di bene le accetto, e sono pronto a mettermi in discussione. Altrimenti capisco se sono dettate dall’invidia.




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