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Intervista a Pino Maniaci – Puntata 158

Il giornalista di Telejato Pino Maniaci

Il giornalista di Telejato Pino Maniaci

Ospite odierno de “La Trasmissione di Morelli” è Pino Maniàci, proprietario dell’emittente TV di Partinico (PA) Telejato, il media più scatenato di tutti nella lotta contro la mafia siciliana. Maniàci parla del patto Stato-mafia e del Papello di Totò Riina.

Momenti salienti dell’intervista a Pino Maniaci:
Perché secondo te la mafia ha smesso di uccidere dopo il 1993?
Stando alle recenti rivelazioni di numerosi collaboratori di giustizia, dopo il 1993 Cosa Nostra aggancia un nuovo referente politico, che si chiama Forza Italia, e gli fa capire che la stagione delle stragi è finita. Credo che in quel momento si sia stipulata la “pax mafiosa” e non c’è stato più bisogno delle stragi.

Come fai a dire questo?
Ho intervistato Massimo Ciancimino, che spesso si trincera dietro il segreto istruttorio. Lui dice queste cose, e fa paura a qualcuno.

Ma il castello Utveggio che cos’è?
E’ stato probabilmente il quartier generale della strage di Via D’Amelio.

Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti – Puntata 82

Ci metto la firma!, di Mariano Sabatini

Ci metto la firma!, di Mariano Sabatini

Ospite del giorno della “Trasmissione di Morelli” è il giornalista e scrittore Mariano Sabatini, autore del libro Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi. Cosa facevano quando non erano nessuno.

Momenti salienti dell’intervista a Mariano Sabatini:
Nel tuo libro hai intervistato, tra gli altri, anche Alfonso Signorini, il quale ha detto che il suo motto è «vivi e lascia vivere». Non mi sembra un’idea molto giornalistica.
Ognuno ha la sua idea di giornalismo. Ad esempio, ho intervistato anche Renato Farina, l’agente Betulla: non condivido quasi niente di quello che scrive, però penso che per fare il giornalista bisogna avere una «mente ospitale», citando Borges, e quindi dare spazio a tutti. Poi ognuno si tiene le proprie idee e trae le proprie conclusioni.

Il nuovo rapporto di Freedom House sostiene che l’Italia non è più un paese libero. Tu che studi il giornalismo e i giornalisti che idea ti sei fatto?
Sono abbastanza convinto che la libertà di parola, di stampa, di satira (soprattutto di satira) sia in grave pericolo. Siamo ancora un paese libero, ma ci sono seri segnali di preoccupazioni. Il fatto che questo paese abbia ancora un grosso blocco dell’informazione in mano al Presidente del Consiglio la dice lunga. Per fortuna ci sono anche ottimi giornalisti in Italia, come Milena Gabanelli – che è giornalista pubblicista – o Pino Maniaci, che è giornalista molto più di tanti altri.

Però ti devo appuntare una carenza: in questo tuo libro ci sono 60 interviste a giornalisti, ma non sei andato a intervistare nessuno di Cronaca Vera.
In effetti Cronaca Vera mi manca. Però sono stato un lettore di quel giornale, soprattutto negli anni dell’adolescenza: mi forniva grandi ispirazioni, specie la rubrica di confessioni sessuali…

Il libro ha anche un blog, vero?
Sì, http://cimettolafirma.wordpress.com.

Intervista a Pino Maniaci – Puntata 62

Il giornalista Pino Maniàci in una foto di Maura Pazzi

Il giornalista Pino Maniàci in una foto di Maura Pazzi

Guest star de “La Trasmissione di Morelli” è Pino Maniàci, proprietario dell’emittente TV di Partinico (PA) Telejato, il media più scatenato di tutti nella lotta contro la mafia siciliana. Maniàci è sotto processo per esercizio abusivo della professione giornalistica, e ne parla ai nostri microfoni.

Momenti salienti dell’intervista a Pino Maniàci:
Pino, ’sto tesserino di giornalista ce l’hanno cani e porci: perché non te lo sei pigliato prima?
Ma tu pensi che per fare il giornalista come lo facciamo noi, lottando contro la mafia senza se e senza ma, ci vuole il tesserino?

No, infatti io non l’ho preso.
La redazione di Telejato è a posto con la legge: abbiamo un direttore responsabile eccellente, Riccardo Orioles, e tanti giovani che rischiano la vita per fare informazione. Il tesserino non serve.

Ma ti condannano o ti assolvono?
Ho subito una stessa accusa nel 2008 e sono stato assolto il 10 luglio 2008 con formula piena perché il fatto non sussisteva. Questo perché ancora oggi esiste l’articolo 21 della Costituzione, grazie a Dio…




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