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Il noto servizio/Anello – Puntata 78

L'anello, o noto servizio, è un servizio segreto italiano parallelo  e illegale

L'anello, o noto servizio, è un servizio segreto italiano parallelo e illegale

Guest star di oggi è la giornalista Stefania Limiti, che parla del servizio segreto occulto definito «noto servizio», oggetto del suo libro inchiesta L’anello della Repubblica. La scoperta di un nuovo servizio segreto, dal Fascismo alle Brigate Rosse.

Momenti salienti dell’intervista a Stefania Limiti:
Il tuo libro racconta una storia clamorossissima: è esistito in Italia un servizio segreto parallelo e occulto alle dipendenze della Presidenza del Consiglio, dagli anni ‘40 fino agli anni ‘80.
Hai sintetizzato benissimo: la storia è incredibile e sembra scritta da Le Carré, ma è tutto vero, provato con documenti e importantissime testimonianze. Nel 1996, in un archivio del Viminale alla periferia di Roma, fu scoperta una marea di fascicoli e documenti molto importanti per la storia della nostra Repubblica. Tra questi, alcune carte parlavano dell’esistenza «noto servizio». Aldo Giannuli, il ricercatore che allora lavorava col giudice Guido Salvini e poi con la procura di Brescia, ha colto la novità e ne ha informato la competente commissione parlamentare.

Cos’è il «noto servizio», anche detto «anello»?
È una struttura clandestina costituita da individui totalmente sconosciuti ed estranei alle forze dell’ordine, originariamente repubblichini e fascisti vari pronti a difendere la patria dall’invasione rossa, poi tramutatasi in rete occulta che entrava in azione per compiere lavori sporchi.

«Lavori sporchi» di che tipo?
Ad esempio riportare in Germania il boia delle fosse Ardeatine Kappler, un’operazione che non poteva essere svolta alla luce del sole.

Chi comandava questo «noto servizio»?
Era sostanzialmente agli ordini di alcuni uomini politici della DC, tra cui è ricorrente il nome di Andreotti. Il capo operativo era Alberto Titta, morto nel 1981 per uno «strano infarto» dopo la vicenda del rapimento dell’assessore campano Ciro Cirillo. Non sappiamo se gli strumenti, le basi logistiche e gli uomini che facevano capo a lui si siano riorganizzati sotto altre forme.

Intervista a Silvan: Domenica In tra la Bianchetti e Berlusconi – Puntata 77

Il grande mago Silvan

Il grande mago Silvan

In esclusiva nazionale, il mago Silvan rilascia alla “Trasmissione di Morelli” un’intervista sullo strano caso della battuta su Berlusconi che ha scatenato il panico durante “Domenica In”.

Momenti salienti dell’intervista chiarificatrice al Mago Silvan sul caso Domenica In:
Buongiorno mago Silvan.
Sim sala bim a voi!

Due settimane fa a “Domenica In” la conduttrice Lorena Bianchetti l’ha rimproverata durante un gioco di prestigio per una battuta su Berlusconi. Grande scandalo, i giornali hanno scritto di tutto, tra cui «meno male che Silvan c’è»…
Sì ma non mi ha rimproverato, ha fatto solo una precisazione. Lei è una bravissima ragazza e una brava conduttrice. Probabilmente, dopo la mia battuta – che era quasi elementare, di candida purezza – si è sentita in dovere di dire la sua. Mostrando la bacchetta magica mi è venuto spontaneo dire «la presteremo a Berlusconi» proprio perché il premier aveva affermato tempo prima che avrebbe fatto il possibile per il paese ma non aveva la bacchetta magica. Le parole sono esatte.

Perché si è alzato questo polverone?
Non lo so, me lo spieghi lei. Io ho rifiutato cinque interviste a radio nazionali, sono una persona seria, non voglio finire sui giornali, questa libidine me la sono tolta tantissimi anni fa. La battuta mi è venuta spontanea, mi creda, con una bontà infinita, proprio per cercare di aiutare il premier alla ricerca di qualcosa che potrebbe realizzare.

E la Bianchetti?
Non sono rimasto male, sono rimasto solo un po’ perplesso del suo atteggiamento.

La Tranviata degli Squallor – Puntata 76

La Tranviata degli Squallor

La Tranviata degli Squallor

Dopo l’anteprima nazionale de La Traviata, diretta da Paolo Baiocco con le scene che Nicola Benois creò per Maria Callas, andata in scena al teatro Vittorio Emanuele di Messina, “La Trasmissione di Morelli” tenta di riproporre l’opera verdiana a beneficio di chi se l’è persa, ma riesce ad acquistare solo i diritti de La Tranviata degli Squallor.

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/5 – Puntata 75

Vincenzo Sparagna, ancora lui

Vincezo Sparagna, ancora lui

Dopo la prima, la seconda e la terza e la quarta puntata, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire» (da poco di nuovo in edicola), Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.

Momenti salienti del racconto di Sparagna:
Ti avevamo lasciato dopo le turbolente vicende del rapimento Moro.
Poi avvenne che Wojtila fu eletto papa. Durante il primo viaggio da papa nella natìa Polonia andammo in quel paese a distribuire una falsa copia della «Tribuna Ludu», organo ufficiale del partito comunista polacco. All’epoca il presidente era Gierek, a capo di un governo che più totalitario non si può. Il giornale annunciava la nomina del papa come Re di Polonia col come di Karol I. Rischiavamo che ci sbattessero in galera, o anche peggio. L’operazione andò bene, però ci abbiamo preso gusto.

E cosa avete fatto?
L’anno dopo realizzammo una falsa «Pravda» da distribuire a Mosca durante le Olimpiadi del 1980. Il titolo era: «no socialiste, no sovietiche: solo repubbliche»…

Intervista a Loretta Napoleoni – Puntata 74

Loretta Napoleoni durante un'intervista rilasciata a Greg Palast

Loretta Napoleoni durante un'intervista rilasciata a Greg Palast

Guest star de “La Trasmissione di Morelli” è Loretta Napoleoni, economista, scrittrice, giornalista, politologa ed esperta di terrorismo internazionale, collaboratrice di BBC, CNN e numerose altre testate, nota in tutto il mondo per aver calcolato le dimensioni dell’economia del terrorismo internazionale.

Momenti salienti dell’intervista a Loretta Napoleoni:
Io la leggo sempre su Internazionale, ma lei scriver anche per El paìs, The Guardian, L’Unità e varie altre testate. Quand’ha scoperto di essere grafomane?
Scrivo da quando sono piccolissima. Il primo romanzo l’ho scritto a sedici anni nel 1968, durante l’invasione sovietica di Praga. Non è mai stato pubblicato, non l’ho mai mostrato a nessuno e penso che non lo mostrerò mai.

Invece di cosa parla il suo ultimo libro?
La morsa racconta come la bolla finanziaria sia nata negli anni ‘90, ma è stata gonfiata a dismisura dalla politica di Bush per finanziare la guerra al terrorismo. Se non ci fosse stata quella politica, non ci troveremmo in questa situazione.

Dobbiamo avere paura?
Dobbiamo avere più paura del nuovo ordine mondiale e meno del terrorismo islamico. Infatti il sottotitolo de La Morsa è “Distratti da Al Qaeda, derubati dall’alta finanza: come ne usciamo?”

Ridicolcalcio: intervista a Nicola Calzaretta – Puntata 73

Calcio LOL

Calcio LOL

Ospite del giorno è Nicola Calzaretta, autore, insieme a Marco Cavani, di Ridicolcalcio: tutto il calcio, minuto per minuto.

In “Ridicolcalcio” avete raccolto aneddoti ed elementi divertenti a tema calcistico.
Sì, abbiamo catalogato tra le altre cose anche figurine di calciatori per categorie: baffi spioventi, capelloni, o gli stessi calciatori prima coi baffi e poi senza, oppure prima coi capelli e poi senza…

Avete raccolto anche curiosità onomastiche.
Certo, abbiamo parlato del calciatore Evacuo Felice

Be’, criminali i genitori che gli hanno dato questo nome.
Ma poi c’è il Bibbia Team: Paradisi, Pace, Colomba…

Ricordo nel Perugia c’era la coppia Nakata-Pecchia, o nel messina Bernardo-Provenzano.
E nella Juve sabauda degli anni 70 si trovarono insieme Longobucco, Cuccureddu e Mastropasqua

Intervista a Enrico Guarneri/Litterio – Puntata 72

Enrico Guarneri nei panni di Litterio

Enrico Guarneri nei panni di Litterio

Ospite della puntata speciale di oggi è Enrico Guarneri, attore catanese, creatore della maschera siciliana di Litterio Scalisi, diventata celeberrima grazie allo show di Antenna Sicilia “Insieme” («il talk show più amato e seguito dai siciliani», come lo ha definito Renzo Arbore).

Momenti salienti dell’intervista a Enrico Guarneri:
Possiamo dire che il personaggio di Litterio rappresenta un teatro di narrazione che è la risposta comica ai vari Marco Paolini, Marco Baliani, Ascanio Celestini, etc?
Sì, i meccanismi sono uguali, le argomentazioni sono ovviamente diverse: Litterio racconta il grottesco, il demenziale, quasi il fantastico. Ma alla fine si tratta proprio di questo, del dono del racconto.

Scrive da solo i suoi testi?
Mi faccio aiutare, anche se in maniera saltuaria, da Busacca, Totò Calì, l’avvocato Coppola di Catania…

Nel 2007 è arrivato questo esperimento coraggiosissimo, il film L’infernale Litterio, commistione pazzesca tra comico e horror. Come lo giudica, a distanza di due anni?
Il film è stato diretto molto molto bene dal messinese Nicola Calì, che ha dimostrato notevole capacità e competenza. Il soggetto che mi propose lo valutai attentamente. Forse non mi sono reso conto che il pubblico si aspettava qualcosa di diverso, cioè l’immaginario che avevo creato – il paese, ‘a famigghia, il cugino Alfio, etc. – in stile commedia all’italiana, o meglio siciliana. Il pubblico è rimasto un po’ spiazzato da questo mix di horror/thriller e comicità.

Si sente un po’ prigioniero del personaggio di Litterio?
Dovrei rispondere sì, ma in realtà non mi sento prigioniero di Litterio perché non ho mai smesso di fare teatro. Se esistesse un monitoraggio dei mezzi di promozione del teatro, dovrebbero dare un premio a Litterio. Moltissimi siciliani, vedendo la mia faccia su un manifesto, vanno a teatro convinti di trovare Litterio, e invece trovavano Argante, Arpagone, etc. Spesso restano affascinati e si tramutano poi in pubblico teatrale.

Intervista a Mariano Sabatini – Puntata 71

Il critico televisivo Mariano Sabatini

Il critico televisivo Mariano Sabatini

Ospite de “La Trasmissione di Morelli” è il giornalista e scrittore Mariano Sabatini, qui in veste di critico televisivo. Si parla del “Chiambretti Night” e soprattutto di come i media hanno trattato il terremoto de L’Aquila.

Momenti salienti dell’intervista a Mariano Sabatini:
L’hai vista la famigerata puntata del “Chiambretti Night” su Moana Pozzi, con Maurizia Paradiso e il marito della Pozzi Antonio Di Ciesco? Secondo te era trash?
La questione del trash è sempre un po’ controversa. Chiambretti non è mai trash. Dovrebbe impegnarsi di più a diventare il Letterman italiano perché ha tutte le carte in regola. Dovrebbe sfrondare un po’ di ciarpame che riempie la sua trasmissione. Quanto alla puntata sulla Pozzi, credo che questa donna la si stia usando un po’ come Padre Pio, in una sorta di mercato dei defunti illustri. È un feticismo ripugnante su cui metterei una pietra tombale definitiva.

Sul terremoto in Abruzzo secondo te c’è stato uno sciacallaggio mediatico e politico?
SI! Soprattutto da parte di Bruno Vespa, che dopo la sentenza definitiva su Cogne non è più lui. Si è aggirato come un avvoltoio sulla città devastata con un elicottero che forse è lo stesso di Fazzuoli. Il peluche che ha mostrato ha sostituito degnamente lo zoccolo di Cogne. Chissà se l’elicottero gli è servito anche per controllare le sue case de L’Aquila. Invece mi è piaciuto Santoro: non perché mi stia particolarmente simpatico, ma perché è stata l’unica voce fuori dal coro.

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/4 – Puntata 70

Vincenzo Sparagna accanto al famigerato numero del Male

Vincenzo Sparagna accanto al famigerato numero del Male

Dopo la prima, la seconda e la terza puntata, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire», Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.

Momenti salienti del racconto di Vincenzo Sparagna:
Eravamo rimasti sulla soglia della redazione de «Il Male», giornale satirico che ha fatto la storia.
La redazione era il salone della casa di Pino Zac. Dico: «Pino, che posso fare?» Lui aveva disegnato un Aldo Moro con la testa a forma di cazzo. Al momento Moro era Presidente della Democrazia Cristiana, grande capo democristiano e candidato in pectore alla presidenza della Repubblica. Allora Pino Zac mi disse di fare una finta chiromanzia dei potenti.

E su Moro che scrivesti in quel numero del Male?
Dissi che la mano di Moro indicava sicura carcerazione, e che il soggetto, dopo alterne vicende, avrebbe fatto una brutta fine.

Quindi hai profetizzato il rapimento di Moro.
La cosa veramente pazzesca è che il giornale uscì il 16 marzo del 1978, giorno del rapimento di Moro! L’articolo era firmato “Tersite”, e la polizia si mise a caccia di questo Tersite che sapeva del rapimento Moro. Venne fermato per errore Angelo Pasquini, che passò un paio di giorni a San Vittore.

Intervista a Roberto Freak Antoni – Puntata 69

La faccia di pazzo di Roberto "Freak" Antoni

La faccia di pazzo di Roberto Freak Antoni

Ospite del giorno è il frontman del gruppo che ha inventato il punk rock demenziale in Italia: Roberto “Freak” Antoni degli Skiantos.

Momenti salienti dell’intervista a Roberto “Freak” Antoni:
Buongiorno Freak.
Buona giornata a tutti, sono il perfido, rozzo e volgare “Freak” Antoni degli Skiantos! E anche ignorante!

È uscito da poco il nuovo disco degli Skiantos che si intitola Dio ci deve delle spiegazioni.
Con Dio siamo arrivati ormai ai ferri corti. Dopo trentadue anni sulla cresta dell’onta, avendo conseguito sempre un clamoroso, costante e coerente insuccesso, gli Skiantos arrivano a chiedere perché tutto questo. E lui non risponde, come sempre. Sembra estraneo, assente, indifferente alla cosa. È probabile che noi non si sia sintonizzati sulla giusta frequenza.

Il disco costa dieci euro, ma perché dovrei spenderli se posso scaricarlo gratis da internet?
Perché il disco può tornare ad essere quello che era negli anni ‘70, quando aveva un valore in sé, era importante anche per la copertina, le fotografie, i disegni, i logo e i messaggi che conteneva. Ogni cosa era significativa e il disco era un oggetto che, come il libro, personificava miti vari.

Gli Skiantos sono arrivati alla fase conclusiva del loro tour, che si chiama Fogna Tour…
Scusi scusi, come si chiama?

Fogna Tour.
Ahh, ma che bella idea, che umorista! Ci va a pennello, visto che siamo l’unico gruppo partito dalle cantine per arrivare nelle fogne!

Il suo collega Lemmy dei Motörhead ha scritto nella sua autobiografia che ha fatto tutto per la fica. Lei perché l’ha fatto?
Io l’ho fatto soprattutto per la noia. Non so se ha presente Il giornalino di Giamburrasca: io mi trovavo nella stessa identica posizione di Giannino Stoppani, una posizione di noia assoluta nei confronti del rock così anemico, così lustrini e paillettes che era il rock ufficiale della metà degli anni’70. Allora decisi che bisognava fare qualcosa, e insieme a me, senza saperlo, lo decisero i Ramones, i Sex Pistols, i Clash, e così nacque il punk.




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