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Zingari, che strano popolo! di Michele Mannoia
Oggi si parla ancora di zingari, stavolta col sociologo Michele Mannoia, autore di Zingari: che strano popolo!
Momenti salienti dell’intervista a Michele Mannoia:
È vero che rubare fa parte della cultura degli zingari?
Il mondo dei rom è un mondo di mondi, per cui ci sono gruppi che non ruberebbero mai nemmeno un centesimo, e altri che – in condizioni di particolari difficoltà – sono disposti a rischiare la galera per rubare. Quelli che abitano al campo rom della Favorita di Palermo non ruberebbero mai. Il tasso di delinquenza che c’è al quartiere Sperone di Palermo, fatte le dovute proporzioni, è dieci volte maggiore di quello del campo rom.
Quanti sono i casi accertati di rapimenti di bambini da parte di rom?
Ecco: non esiste nemmeno un solo caso giudiziariamente accertato di rapimento di bambini da parte di rom.
I rom sono sempre stati perseguitati?
Solo nella Jugoslavia di Tito i rom vivevano in condizioni assolutamente ottime. Le donne rom erano le donne di fiducia dell’intelligentsia comunista: erano donne affidabilissime, come per noi sono un po’ le filippine, per intenderci.
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Il campo rom incendiato a Ponticelli (Napoli)
Ospite di oggi è il giornalista del Corriere della Sera Marco Imarisio, autore del libro-inchiesta sulle atrocità della Napoli del 2008 intitolato I giorni della vergogna. Il libro è tra le fonti di un inquietante reportage del quotidiano «El Paìs» sulle recenti persecuzioni della popolazione rom nel quartiere Ponticelli di Napoli.
Lei ha passato un intero anno a Napoli per descriverne gli orrori.
Sì. Abbiamo sempre avuto un’immagine di Napoli come di una città accogliente, in cui gli ultimi sono solidali con gli ultimi. Davanti alla cacciata dei rom da Ponticelli c’è stato quindi sconcerto. Il campo rom di Ponticelli peraltro è sempre stato una zona molto marginale. È vero che c’era una situazione di insofferenza, ma il punto è che in quel periodo c’era anche stato un disvelamento sui giornali locali: si era scoperto che la camorra, l’unico potere locale a Ponticelli, chiedeva a ogni famiglia rom una sorta di pizzo per poter stare in quel quartiere. Questo ha gettato discredito sulla camorra agli occhi degli abitanti locali, che si dicevano: «ma come, noi non ci andiamo d’accordo e voi, che dovreste tutelarci, ci speculate sopra?»
E allora?
Allora serviva una scintilla per fare scoppiare l’incendio, e la scintilla è stata data da un presunto rapimento di una bambina…
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Il campo nomadi di Messina
Guest star di oggi: Isuf Ferizay, rom kossovaro del campo “San Raineri” di Messina.
Momenti salienti dell’intervista a Isuf Ferizay:
Voi al campo rom di Messina ospitate dei profughi somali.
È una disgrazia per loro perché non sono venuti di loro volontà. Alcuni dormono nelle strade, alla stazione, con letti di cartone e coperte di cartone. Io nel campo ne ho presi otto. La Caritas poteva fare di più ma ne ha presi solo 20, e se ne frega degli altri. Con tutte le difficoltà, noi cerchiamo di aiutare i nostri fratelli. Quello che c’è per la mia famiglia c’è anche per loro.
Avete mai avuto problemi di razzismo coi messinesi?
Non ho mai avuto problemi con nessun messinese. Razzismo non c’è tra le persone. Razzismo c’è tra i potenti.