Tag Archive for 'Satira'

Don Mario Vitale, il lottologo dai numeri vincenti – Puntata 86

Don Mario Vitale per come appare su Cronaca Vera

Don Mario Vitale per come appare su Cronaca Vera

Don Mario Vitale, il lottologo di Cronaca Vera che ha ereditato l’infallibile metodo del monco di San Ferdinando, è l’eccellentissima guest star di oggi della “Trasmissione di Morelli”.

Momenti salienti dell’intervista a Don Mario Vitale:
Lei che conosce i segreti del lotto, perché vende questi segreti invece di campare solo di lotto?
Io mi sento una persona anche umana. A distanza di ottant’anni da quando uno dei più grandi lottologi d’Italia, il monco di San Ferdinando, che ha scoperto una metodologia molto potente per vincere quasi a ogni estrazione, io voglio dare quest’opportunità anche agli altri.

Vuole farne dono all’umanità?
No, i miei trattati sono a pagamento.

Il suo metodo si applica prevalentemente alla ruota di Bari. Perché proprio quella?
Non tutte le ruote sono uguali. La Lottomatica ha meccanizzato alcune ruote, e non è stata una bella cosa.

Ma con l’estrazione manuale c’era stato uno scandalo.
Sì ma con le macchinette Venus non si può contraffare lo stesso? Noi lottologi studiamo ciclometria, pondometria, statistica, e io mi sono reso conto che il lotto è un gioco molto molto semplice, però lo fanno diventare molto difficile. I 90 numeri io non li considero numeri: li chiamo cifre. “Numeri” è una frase fatta. Operando con un ingranaggio particolare, quasi ad ogni estrazione possiamo avere una vincita. Quasi, eh, perché comunque io non sono Padre Pio.

Lei però è l’erede del metodo del monco di San Ferdinando. Chi era questo monco?
Era un nullatenente che abitava a San Ferdinando di Puglia negli anni 20. Lo chiamavano il monco perché durante la festa del paese gli è venuta a mancare una mano a causa di una bomba. Il monco per 20 estrazioni di fila ha fatto vincere mezza Italia. La gente veniva da tutto il mondo per avere i numeri del monco. Allora Mussolini, per non rovinare le casse dello Stato, tolse un numero alla ruota.

L’auto-biografia di Vincenzo Sparagna/6 – Puntata 84

Vincenzo Sparagna (foto colorizzata)

Vincenzo Sparagna (foto colorizzata)

Dopo la prima, la seconda, la terza, la quarta e la quinta puntata, il fondatore e direttore della storica rivista «Frigidaire» (da poco di nuovo in edicola), Vincenzo Sparagna, continua a raccontare la propria avventurosa auto-biografia.

Vincenzo, eravamo rimasti al racconto della fondazione di «Frigidaire», che peraltro ha ricominciato a uscire )il prossimo numero sarà in edicola col quotidiano «Liberazione» del 23 maggio).
Io e Tamburini abbiamo lavorato per circa un anno alla creazione di una nuova rivista che non fosse solo di satira e fumetti, ma anche di antropologia del presente. Siamo nel 1980. Il primo numero fu abbastanza clamoroso perché molti si aspettavano qualcosa che assomigliasse a «il Male». Era allegato un inserto – che poi è stato persino esposto in una grande mostra d’arte contemporanea a Torino – sui suicidi autoerotici, con foto preso da un manuale di medicina legale. Queste foto, oltre alla confezione lussureggiante della rivista, «Frigidaire» fu subito messo tra le riviste porno dagli edicolanti.

Nel primo numero c’è anche una scioccante intervista a un giovanissimo gigolò.
Questa intervista era nata all’interno di un mio progetto di libro, che poi non ho più completato, sulla sessualità maschile, un argomento che era stato maltrattato dalla letteratura femminista del tempo. Il pezzo si chiamava “Schiuma”, un’intervista a questo Roberto T. (finto nome), e conteneva il racconto di una ricerca del piacere adolescenziale attraverso tante esperienze di infelicità. Tant’è che era finito per diventare un marchettaro.

Questo ragazzo che fine ha fatto?
Ti sembrerà strano, ma un anno o due fa è passato a Frigolandia. Ormai è adulto, lavora, se la cava, credo che abbia fatto addirittura dei figli.

Una storia alla Povia, «Luca era gay e adesso sta con lei»…
Eheh, lasciamo perdere…

Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti – Puntata 82

Ci metto la firma!, di Mariano Sabatini

Ci metto la firma!, di Mariano Sabatini

Ospite del giorno della “Trasmissione di Morelli” è il giornalista e scrittore Mariano Sabatini, autore del libro Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi. Cosa facevano quando non erano nessuno.

Momenti salienti dell’intervista a Mariano Sabatini:
Nel tuo libro hai intervistato, tra gli altri, anche Alfonso Signorini, il quale ha detto che il suo motto è «vivi e lascia vivere». Non mi sembra un’idea molto giornalistica.
Ognuno ha la sua idea di giornalismo. Ad esempio, ho intervistato anche Renato Farina, l’agente Betulla: non condivido quasi niente di quello che scrive, però penso che per fare il giornalista bisogna avere una «mente ospitale», citando Borges, e quindi dare spazio a tutti. Poi ognuno si tiene le proprie idee e trae le proprie conclusioni.

Il nuovo rapporto di Freedom House sostiene che l’Italia non è più un paese libero. Tu che studi il giornalismo e i giornalisti che idea ti sei fatto?
Sono abbastanza convinto che la libertà di parola, di stampa, di satira (soprattutto di satira) sia in grave pericolo. Siamo ancora un paese libero, ma ci sono seri segnali di preoccupazioni. Il fatto che questo paese abbia ancora un grosso blocco dell’informazione in mano al Presidente del Consiglio la dice lunga. Per fortuna ci sono anche ottimi giornalisti in Italia, come Milena Gabanelli – che è giornalista pubblicista – o Pino Maniaci, che è giornalista molto più di tanti altri.

Però ti devo appuntare una carenza: in questo tuo libro ci sono 60 interviste a giornalisti, ma non sei andato a intervistare nessuno di Cronaca Vera.
In effetti Cronaca Vera mi manca. Però sono stato un lettore di quel giornale, soprattutto negli anni dell’adolescenza: mi forniva grandi ispirazioni, specie la rubrica di confessioni sessuali…

Il libro ha anche un blog, vero?
Sì, http://cimettolafirma.wordpress.com.

Lotta civile contro le mafie e l’illegalità – Puntata 81

Boss di Cosa Nostra

Boss di Cosa Nostra

Ospite del giorno è la giornalista Antonella Mascali, autrice del libro Lotta civile. Contro le mafie e l’illegalità.

Momenti salienti dell’intervista ad Antonella Mascali:
Con questo libro hai fatto un pellegrinaggio nel dolore causato dalla mafia.
Be’ sì. Ho iniziato questo libro col capitolo dedicato a Pippo Fava, direttore de «I Siciliani», anche perché io vengo da quella storia. Ero molto piccola, leggevo «I Siciliani» perché già volevo fare la giornalista, e ho cominciato a scrivere su quel giornale quando ero al ginnasio, subito dopo la morte di Pippo Fava. Poi per questo libro ho incontrato tantissimi familiari di vittime della mafia, che hanno un comune denominatore: sono tutti impegnati nel sociale. Hanno deciso di dedicarsi alla battaglia per la giustizia, contro la criminalità organizzata. Il loro compito è anche quello di far si che non si dimentichino i loro familiari e soprattutto la storia che c’è dietro, che tuttavia riguarda tutti noi. Come mi ha detto Elena Fava, figlia di Pippo Fava, «mio padre è mio, ma appartiene a tutti».

Coloro che sono stati uccisi dalla mafia sono eroi?
Non sono eroi, li abbiamo fatti diventare noi eroi. Come mi ha detto Giovanni Chinnici, figlio del giudice Rocco Chinnici ucciso a Palermo, «persone come mio padre non sono eroi, chi li definisce eroi si crea un alibi per non fare niente».

Ma una persona normale cosa può fare per combattere la mafia, a parte non delinquere?
Mai girarsi dall’altra parte, mai isolare le persone che per funzione rivestono i ruoli più delicati: magistrati, poliziotti, finanzieri, quei politici – e non sono tanti – che vogliono combattere davvero la mafia.

L’altro giorno il procuratore Piero Grasso ha detto che Cosa Nostra è in ginocchio. Ti senti di confermare?
Sì, Piero Grasso ha detto che Cosa Nostra siciliana è in ginocchio, però ha anche avvertito che non bisogna mai abbassare la guardia. Aggiungo io: se magistrati e polizia stanno facendo la loro parte, anche in altre regioni, a livello politico la battaglia è tutta da fare. Se ancora parliamo di lotta civile è perché non c’è mai stata una volontà costante dei rappresentati politici di sconfiggere la criminalità organizzata, così come si è fatto invece col terrorismo.

Intervista a Silvan: Domenica In tra la Bianchetti e Berlusconi – Puntata 77

Il grande mago Silvan

Il grande mago Silvan

In esclusiva nazionale, il mago Silvan rilascia alla “Trasmissione di Morelli” un’intervista sullo strano caso della battuta su Berlusconi che ha scatenato il panico durante “Domenica In”.

Momenti salienti dell’intervista chiarificatrice al Mago Silvan sul caso Domenica In:
Buongiorno mago Silvan.
Sim sala bim a voi!

Due settimane fa a “Domenica In” la conduttrice Lorena Bianchetti l’ha rimproverata durante un gioco di prestigio per una battuta su Berlusconi. Grande scandalo, i giornali hanno scritto di tutto, tra cui «meno male che Silvan c’è»…
Sì ma non mi ha rimproverato, ha fatto solo una precisazione. Lei è una bravissima ragazza e una brava conduttrice. Probabilmente, dopo la mia battuta – che era quasi elementare, di candida purezza – si è sentita in dovere di dire la sua. Mostrando la bacchetta magica mi è venuto spontaneo dire «la presteremo a Berlusconi» proprio perché il premier aveva affermato tempo prima che avrebbe fatto il possibile per il paese ma non aveva la bacchetta magica. Le parole sono esatte.

Perché si è alzato questo polverone?
Non lo so, me lo spieghi lei. Io ho rifiutato cinque interviste a radio nazionali, sono una persona seria, non voglio finire sui giornali, questa libidine me la sono tolta tantissimi anni fa. La battuta mi è venuta spontanea, mi creda, con una bontà infinita, proprio per cercare di aiutare il premier alla ricerca di qualcosa che potrebbe realizzare.

E la Bianchetti?
Non sono rimasto male, sono rimasto solo un po’ perplesso del suo atteggiamento.




Page 1 of 1512345»10...Last »
supporto SEO