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Enzo Biagi vive ancora – Puntata 165

Il giornalista Enzo Biagi in un video del 1987

Il giornalista Enzo Biagi in un video del 1987

A tre anni esatti dalla morte, “La Trasmissione di Morelli” celebra il grande giornalista Enzo Biagi con del meteriale di repertorio.

Un Nobel per Berlusconi: intervista a Giammario Battaglia – Puntata 143

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

L’ospite del giorno della “Trasmissione di Morelli” è Giammario Battaglia, portavoce del comitato “Un Nobel per Silvio Berlusconi”.

Momenti salienti dell’intervista a Giammario Battaglia:
Perché vorreste dare il Nobel per la Pace a Berlusconi?
Perché è stato fondamentale nella risoluzione della crisi Russia-Georgia, come ha detto Nicolas Sarkozy il 19 febbraio di quest’anno, e come ha riconosciuto anche il premier georgiano. Molti analisti hanno dichiarato che se quel conflitto non si fosse risolto, sarebbe potuta scoppiare la terza guerra mondiale.

Sul vostro sito parlate di “indiscussi meriti in campo umanitario” di Berlusconi, ma questi meriti sono invece discussi. Il senatore Paolo Guzzanti ha scritto sul suo blog: “la politica di Berlusconi viene considerata dagli USA sbagliata per gli interessi complessivi della convivenza, pericolosa dal punto di vista della protezione della pace perché la Russia spende i soldi di Berlusconi comprando cannoni (e tecnologia militare avanzata)”.
L’onorevole Guzzanti ha cambiato opinione molte volte, mentre i fatti che noi rappresentiamo sono indiscussi.

Che speranze ha Berlusconi di vincere il Nobel?
La corsa per il Nobel non è una gara, ma siamo molto fiduciosi. Pensiamo che Berlusconi possa davvero vincere il Nobel per la pace.

La paga dei padroni: intervista a Giorgio Meletti – Puntata 83

Alessandro Profumo, Corrado Passera, Giovanni Bazoli, Cesare Geronzi

Alessandro Profumo, Corrado Passera, Giovanni Bazoli, Cesare Geronzi

Oggi alla “Trasmissione di Morelli” è ospite Giorgio Meletti, autore, insieme a Gianni Dragoni, de La paga dei padroni – Banchieri, manager, imprenditori. Come e quanto guadagnano i protagonisti del capitalismo all’Italiana. Si parla del sistema economico e finanziario italiano, e degli scadalosi stipendi dei top manager del belpaese.

Momenti salienti dell’intervista a Giorgio Meletti:
La paga dei padroni è un titolo molto hegeliano, quasi demodé.
Per una volta abbiamo voluto chiamare le cose col proprio nome. L’Italia del resto è l’unico paese capitalista occidentale in cui gli imprenditori prendono lo stipendio. Questo perché esiste un sistema che permette ai padroni di pagare se stessi come manager.

Avete pubblicato il libro sei mesi fa: ora le paghe dei padroni sono un po’ diminuite?
Noi l’abbiamo scritto prima che esplodesse la crisi internazionale. Avevamo notato che le aziende italiane, prima della crisi, andavano male, e tuttavia i manager – quasi sempre azionisti di controllo – si riservavano dei compensi sempre alti. Abbiamo visto, coi bilanci 2008, che ci sono stati però dei drastici ridimensionamenti (come il caso di Unicredit). Invece in altri casi, proprio quelli in cui gli azionisti di controllo sono anche manager, sono andati in direzione opposta. Ad esempio la famiglia Ligresti: i tre figli di Salvatore Ligresti, che nel 2007 beneficiavano di stipendi nell’ordine di 5 milioni a testa, nel 2008 hanno ulteriormente incrementato i loro compensi nonostante l’anno non sia stato certo eccezionale.

Chi sono oggi i grandi capi della finanza italiana?
C’è una ristretta categoria di uomini-cardine dell’economia italiana, fondamentalmente sono quattro banchieri. 1) Cesare Geronzi, presidente di Mediobanca; 2) Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo; 3) Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo; 4) Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit. Considerando che Unicredit e Intesa Sanpaolo valgono circa il 70% del sistema bancario italiano e Mediobanca è un altro cardine imprescindibile, a cui fanno capo molti pacchetti di controllo, capiamo come il sistema economico italiano ruota oggi intorno ai banchieri. Da quando Berlusconi è tornato al governo, leggiamo spesso sui giornali che ci sono da parte di questi banchieri netti segnali di avvicinamento e amicizia verso il centrodestra.

Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti – Puntata 82

Ci metto la firma!, di Mariano Sabatini

Ci metto la firma!, di Mariano Sabatini

Ospite del giorno della “Trasmissione di Morelli” è il giornalista e scrittore Mariano Sabatini, autore del libro Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi. Cosa facevano quando non erano nessuno.

Momenti salienti dell’intervista a Mariano Sabatini:
Nel tuo libro hai intervistato, tra gli altri, anche Alfonso Signorini, il quale ha detto che il suo motto è «vivi e lascia vivere». Non mi sembra un’idea molto giornalistica.
Ognuno ha la sua idea di giornalismo. Ad esempio, ho intervistato anche Renato Farina, l’agente Betulla: non condivido quasi niente di quello che scrive, però penso che per fare il giornalista bisogna avere una «mente ospitale», citando Borges, e quindi dare spazio a tutti. Poi ognuno si tiene le proprie idee e trae le proprie conclusioni.

Il nuovo rapporto di Freedom House sostiene che l’Italia non è più un paese libero. Tu che studi il giornalismo e i giornalisti che idea ti sei fatto?
Sono abbastanza convinto che la libertà di parola, di stampa, di satira (soprattutto di satira) sia in grave pericolo. Siamo ancora un paese libero, ma ci sono seri segnali di preoccupazioni. Il fatto che questo paese abbia ancora un grosso blocco dell’informazione in mano al Presidente del Consiglio la dice lunga. Per fortuna ci sono anche ottimi giornalisti in Italia, come Milena Gabanelli – che è giornalista pubblicista – o Pino Maniaci, che è giornalista molto più di tanti altri.

Però ti devo appuntare una carenza: in questo tuo libro ci sono 60 interviste a giornalisti, ma non sei andato a intervistare nessuno di Cronaca Vera.
In effetti Cronaca Vera mi manca. Però sono stato un lettore di quel giornale, soprattutto negli anni dell’adolescenza: mi forniva grandi ispirazioni, specie la rubrica di confessioni sessuali…

Il libro ha anche un blog, vero?
Sì, http://cimettolafirma.wordpress.com.

Intervista a Silvan: Domenica In tra la Bianchetti e Berlusconi – Puntata 77

Il grande mago Silvan

Il grande mago Silvan

In esclusiva nazionale, il mago Silvan rilascia alla “Trasmissione di Morelli” un’intervista sullo strano caso della battuta su Berlusconi che ha scatenato il panico durante “Domenica In”.

Momenti salienti dell’intervista chiarificatrice al Mago Silvan sul caso Domenica In:
Buongiorno mago Silvan.
Sim sala bim a voi!

Due settimane fa a “Domenica In” la conduttrice Lorena Bianchetti l’ha rimproverata durante un gioco di prestigio per una battuta su Berlusconi. Grande scandalo, i giornali hanno scritto di tutto, tra cui «meno male che Silvan c’è»…
Sì ma non mi ha rimproverato, ha fatto solo una precisazione. Lei è una bravissima ragazza e una brava conduttrice. Probabilmente, dopo la mia battuta – che era quasi elementare, di candida purezza – si è sentita in dovere di dire la sua. Mostrando la bacchetta magica mi è venuto spontaneo dire «la presteremo a Berlusconi» proprio perché il premier aveva affermato tempo prima che avrebbe fatto il possibile per il paese ma non aveva la bacchetta magica. Le parole sono esatte.

Perché si è alzato questo polverone?
Non lo so, me lo spieghi lei. Io ho rifiutato cinque interviste a radio nazionali, sono una persona seria, non voglio finire sui giornali, questa libidine me la sono tolta tantissimi anni fa. La battuta mi è venuta spontanea, mi creda, con una bontà infinita, proprio per cercare di aiutare il premier alla ricerca di qualcosa che potrebbe realizzare.

E la Bianchetti?
Non sono rimasto male, sono rimasto solo un po’ perplesso del suo atteggiamento.




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