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Il critico televisivo Mariano Sabatini
Ospite de “La Trasmissione di Morelli” è il giornalista e scrittore Mariano Sabatini, qui in veste di critico televisivo. Si parla del “Chiambretti Night” e soprattutto di come i media hanno trattato il terremoto de L’Aquila.
Momenti salienti dell’intervista a Mariano Sabatini:
L’hai vista la famigerata puntata del “Chiambretti Night” su Moana Pozzi, con Maurizia Paradiso e il marito della Pozzi Antonio Di Ciesco? Secondo te era trash?
La questione del trash è sempre un po’ controversa. Chiambretti non è mai trash. Dovrebbe impegnarsi di più a diventare il Letterman italiano perché ha tutte le carte in regola. Dovrebbe sfrondare un po’ di ciarpame che riempie la sua trasmissione. Quanto alla puntata sulla Pozzi, credo che questa donna la si stia usando un po’ come Padre Pio, in una sorta di mercato dei defunti illustri. È un feticismo ripugnante su cui metterei una pietra tombale definitiva.
Sul terremoto in Abruzzo secondo te c’è stato uno sciacallaggio mediatico e politico?
SI! Soprattutto da parte di Bruno Vespa, che dopo la sentenza definitiva su Cogne non è più lui. Si è aggirato come un avvoltoio sulla città devastata con un elicottero che forse è lo stesso di Fazzuoli. Il peluche che ha mostrato ha sostituito degnamente lo zoccolo di Cogne. Chissà se l’elicottero gli è servito anche per controllare le sue case de L’Aquila. Invece mi è piaciuto Santoro: non perché mi stia particolarmente simpatico, ma perché è stata l’unica voce fuori dal coro.
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Ettore Andenna, storico conduttore di Giochi Senza Frontiere
Guest star, lo storico conduttore radio-televisivo Ettore Andenna.
Momenti salienti dell’intervista a Ettore Andenna:
Perché l’Eurofestival in Italia non ha alcun appeal?
Per motivi economici. Fino al 1997 l’Italia ha sempre partecipato all’Eurofestival. Il regolamento però dice che chi vince deve organizzarlo l’anno successivo, e la Rai ha cominciato ad avere paura. Sostengono che i costi non equivarrebbero all’audience o comunque agli interessi dell’azienda. Secondo me è un errore gravissimo: con tutto quello che sta andando in televisione in questo momento nell’attuale marasma di canali, una sera di Eurofestival gli italiani la guarderebbero volentieri. Su internet ci sono addirittura dei fans club dell’Eurofestival.
Noi ne facciamo parte, siamo grandi fan! Secondo lei l’Eurofestival e Giochi senza Frontiere possono avere un ruolo nell’aggregazione europea?
L’hanno avuto! Quando Giochi senza frontiere si interruppe nell’82 e io ero al Parlamento europeo fui il promotore della ripresa dei giochi nell’88. Molti esimi esponenti del Parlamento europeo mi diedero ragione e provarono a farlo ripartire. Oggi molte nazioni – Grecia, Portogallo, Slovenia, molti paesi dell’Est – vorrebbero una trasmissione come Giochi senza frontiere che ne favorisca l’integrazione. Però c’è una leggenda metropolitana.
Quale?
Dicono che GSF sarebbe carissimo da fare oggi. Ma non è vero, perché sarebbe una co-produzione europea, in cui ciascun paese paga solo la propria quota…