
Si parla di cultura, su revolver: è uscito per Rizzoli “Spielberg Ti Odio”, il primo libro di Matteo Maffucci, edizioni Rizzoli. Matteo Maffucci, che pubblica per Rizzoli, è già noto al grande pubblico - prima di pubblicare con la casa editrice Rizzoli - come cantante del duo “Zero Assoluto”. Revolver ha raccolto in proposito una dichiarazione dello scrittore, critico letterario e poeta Edoardo Sanguineti.
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Revolver è informazione, è satira, è gossip ma da oggi vuole essere ancora di più. Precariato, mobilità, inculate a sangue, flessibilità: sono tutti termini entrati ormai nel linguaggio di tutti i giorni per definire da prospettive diverse lo stesso oggetto: il mondo del lavoro. Ma che cos’è veramente il mondo del lavoro? Come vi si entra? Esiste davvero o è solo l’ennesimo “scoop” mediatico? Ebbene, revolver, sempre attento alle evoluzioni della società italiana, vuole entrare nel mondo del lavoro da una prospettiva privilegiata: la vostra. La testimonianza di oggi ci viene inviata da Isidoro Pittaluga di Roma: un giovane come tanti altri che ha scelto di completare il suo percorso formativo, dopo la laura, con un master. E’ la scelta che fanno molti giovani moderni, per sgusciare meglio e con meno traumi all’interno del mondo del lavoro. Ma spesso la formazione post-universitaria riserva tante, tante sorprese! Sentiamo Isidoro….
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ci scrive da Roma Rabindranath Chamila Ponnamperumage…
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Non fniisce mai di stupire, il nostro Ministro della Difesa. Nei giorni scorsi ha già avuto modo di esprimere il suo disappunto per le critiche che gli sono state rivolte da molti magistrati all’indomani dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Motivo: le conseguenze catastrofiche dell’indulto. “Come se l’indulto fosse un’invenzione mia” si è lamentato l’atro ieri Mastella su “Il Porco Illustrato”, quotidiano del Sannio “Saccheggi, stupri, incendi dolosi… sono le prevedibili conseguenze di un sistema carcerario inefficiente, che non si preoccupa di reinserire i detenuti nella società civile! Che volete da me?”
Peccato che, proprio quando le acque sembravano essersi placate, ecco che una foto shock risolleva il caso Mastella: “Non mi lavo mai”, settimanale di informazione enogastronomica del Sannio, pubblica uno scatto rubato di Mastella nella sua abitazione-bunker di Ceppaloni. Una quieta scena familaire delle appena trascorse feste di Natale: il Ministro è rtiratto al focolare domestico mentre scartoccia sorridente un ricco cesto regalo di prelibatezze campane. Tutto regolare insomma. Non fosse che sul cesto fa bella mostra di sè, leggibilissimo, il relativo biglietto d’accompagnamento: “Grazie! Firmato: La Camorra”.
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E’ ufficiale: il nuovo programma di Enzo Biagi ci sarà. Il grande vecchio del giornalismo italiano torna finalmente in Rai dopo quello che una parte della sinistra ha definito l’ “editto bulgaro” (cioè, l’intervento dell’ex premier Silvio Berlusconi per esautorare dagli schermi, oltre a Biagi, Michele Santono e Daniele Luttazzi). Biagi – ci dicono voci ben introdotte nelle stanze dei bottoni di viale Mazzini – dovrebbe tornare in video entro l’autunno prossimo: l’ok è arrivato direttamente dal direttore generale Cappon, che ha scelto di puntare sul carisma e sull’autorevolezza del personaggio nonostante le voci che assicuravano l’ormai sopravvenuta morte biologica.
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Eccezionale rivelazione del grande scrittore scrittore Alain Elkann.
Stamattina durante la striscia “Due minuti un libro”, il consueto invito alla lettura di Alain Elkann in onda ognui giorno su La7, Alain Elkann in una sofferta intervista a se stesso ha rivelato uno sconcertante scorcio del suo vissuto. La domanda era delle più innocue, “Come le è nata l’urgenza di scrivere?”. Una di quelle domande che uno scrittore di successo come Elkann è abituato a sentirsi rivolgere continuamente. Eppure stavolta Elkann ha spiazzato tutti, Alain Elkann compreso. “E’ che sono nato privo di ano” ha confessato lo scrittore ad un Elkann impassibile eppure visibilmente partecipe. Alla rivelazione sono seguiti, naturalmente, alcuni istanti di silenzio, gravidi di attesa. Ma Elkann, intervistatore navigato e grande uomo di televisione, ha saputo sciogliere con tatto ed eleganza la tensione di questo fuori programma: “Adesso si spiegano molte cose” ha commentato Elkann spiritosamente, prima di concludere l’intervista. Al termine del programma, ci dicono voci ben introdotte, i due si sarebbero abbracciati a lungo, in silenzio, entrambi profondamente commossi.
Caro ***,
mi dispiace davvero che non ci si sia riusciti a vedere e sentire prima delle vacanze. E’ stato per noi un periodo molto intenso dal punto di vista lavorativo, ed invero lo è tuttora, anche se siamo riusciti a toglierci alcune consegne importanti.
Mi farebbe piacere sapere come si sono evolute le tue dinamiche professionali, e se esistono ancora dei margini per trovare un accordo tra noi per un percorso collaborativo.
Batti un colpo, fatti sentire e fammi sapere, così ci organizziamo anche per vedersi
A presto, un saluto
Giovanni
[secondo voi come andrà a finire? NdR]
A soli ventidue secondi dalla pubblicazione del nostro primo appello, ci scrive Patrizio da Latina
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Revolver, sempre attento ai desideri e bisogni della propria utenza – che poi sono i lettori – inaugura oggi una nuova rubrica, richiesta a più voci, e con insistenza, dai lettori stessi. Sarà una rubrica diversa, vicina ai valori dell’uomo della strada, una rubrica che andrà scavare nei fatti e porterà alla luce i non detti che troppo spesso nella società dell’informazione globalizzata vengono fagocitati dalla pervasività dei media nella vita quotidiana dell’uomo contemporaneo oggi.
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Oggi revolver incontra Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma. Il professore ha accettato gentilmente di scambiare quattro chiacchiere con noi nel dietro le quinte del seminario internazionale “Comunicare la comunicazione. Ma chi comunica i comunicatori che comunicano?” presso l’Auditorium Maximum di Trecchina.
Professor Morcellini, innanzitutto buongiorno.
Senta qua, senta come ce l’ho duro.
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