Guido Vitiello La commedia dell'innocenza. Una congettura sulla detective story
Luca Sossella Editore
164 pagine, 15 euro
Dalla quarta di copertina:
Il giallo, ci hanno ripetuto generazioni di studiosi, è prima di tutto un gioco intellettuale fondato sulla soluzione di un enigma. Eppure, come sanciva negli anni Venti S.S. Van Dine, grande “legislatore” della detective story e primo formulatore della puzzle theory, il gioco funziona solo a condizione che del sangue sia versato, e che la colpa di questo sangue ricada per intero, nell’ultima pagina, sulle spalle di un solo uomo. Di che gioco dunque si tratta?
Una possibile risposta l’ha abbozzata Northrop Frye: il giallo è un dramma rituale in cui giochiamo al sacrificio umano.
Il detective, officiante del rito, individua un pharmakos, un capro espiatorio, e restituisce l’innocenza a una comunità contaminata dal delitto. Estratto su NazioneIndiana La recensione di NIM Intervista su BooksBlog.it La recensione di Quaderni d'Altri Tempi
Per campare...
Per due mesi sono stato tra i redattori delle pagine culturali del nuovo Riformista. Poi ho ripreso la via maestra universitaria. Ma continuo a scrivere, e anzi conto di farlo sempre più spesso!
Ogni settimana il meglio dei giornali di tutto il mondo. Per un
paio d'anni sono stato il loro "mr. America Latina".
Ora sono "mr. libri & babbioni" (nel gergo redazionale, filosofi pluriottantenni possibilmente
teutonici). Insomma, recensisco
Qui è la mia pagina sul sito della Sapienza. Che - magia! - vi riporterà qui per direttissima. A presto per aggiornamenti
Alcuni mp3 del mio gruppo, The Alchemists - Dire Straits Tribute Band, registrati in vari concerti recenti. Insieme a me (chitarra solista e voce), ci sono Alex Larizza (chitarra ritmica e cori), Walter Gnisci (basso e cori - prima c'era Alessandro Vedovini), Tony Lo Biondo (batteria) e David Forti (tastiere e cori):
Dall'LSD alla Realtà Virtuale.
L'esperienza mistica nell'epoca della sua riproducibilità tecnica(Lavieri 2007). Il mio primo libro
Una stagione all'inferno.
Hans-Jürgen Syberberg e la questione della colpa nel cinema tedesco (Ipermedium 2007). Il secondo libro, quasi gemello del primo
The Gender of Memory. Cultures of Remembrance in Nineteenth- and Twentieth-Century Europe, a cura di S. Paletschek e S. Schraut (Campus 2008). Il mio capitolo si intitola Deutschland, bleiche Mutter: Allegories of Germany in Post-Nazi Cinema
Christian Uva, Schermi di piombo. Il terrorismo nel cinema italiano (Rubbettino 2007). Il mio capitolo è L'autunno tedesco e l'ombra lunga di Hitler. Cinema e terrorismo in Germania
Alain Finkielkraut, Una voce dall'altra riva (Ipermedium 2005). Il mio saggio introduttivo si intitola Filosofia, ninfa gentile
Félix Luis Viera, Il lavoro vi farà uomini. Omosessuali e dissidenti nei gulag di Fidel Castro (Cargo 2005). C'è una mia lunga postfazione
Jacobo Machover, Cuba. Totalitarismo tropicale (Ipermedium, 2007). La mia introduzione si intitola Un piccolo contributo alla fine dell'embargo editoriale
Andrea Pergolari, Il sistema Fenech (Un mondo a parte, 2007). Poi fate come vi pare, ma non credo possiate perdervi la mia prefazioneL'Eterno Femminino disonorato con onore...
Vita activa
Rosa nel pugno L'ultimo partito che ho votato senza turarmi il naso non esiste più. Così va il mondo.
Pro Logo Il mio wallpaper anti-Naomi Klein ispirato a una vecchia copertina dell'Economist. Per promuovere un po' di sano buon senso liberale. Diffondetelo!
Scattone e Ferraro
Due innocenti incappati in un brutto pasticcio giudiziario. Ho fatto parte del comitato in loro difesa, di cui ho creato e curato per anni il sito internet
Dedicato a Johann Georg Tinius, che divenne
serial killer per soddisfare la sua fame di libri. E a Gian dei
Brughi, il brigante di Calvino che scoperta la lettura perse ogni
interesse per il crimine
Modernariato letterario.
Sul caso Jonathan Littell 8 giugno 2009
Il tempo per Jonathan Littell è fuor di sesto, out of joint, come lo era per il principe Amleto: proprio non gli riesce di coincidere con l'epoca in cui gli è toccato di nascere.
I detrattori potranno dirlo démodé, dismettere i suoi libri come abiti dalla foggia desueta; gli elogiatori spenderanno per lui la più nobile categoria nicciana dell'Unzeitgemass, l'"inattuale". Noi crediamo piuttosto che lo scrittore franco-americano sia un caso unico e felice di modernariato letterario, di rifacimento deliberato ma tutt'altro che ironico - anzi, atrocemente serio - di modelli che erano in voga, per così dire, decenni fa.
L'opera che lo ha balestrato al centro della scena letteraria, Le Benevole, fluviale confessione di un aguzzino nazista che gli è valsa il Goncourt e la traduzione in decine di lingue, pare sbucata da qualche sotterraneo degli anni Trenta europei: per le ambizioni titaniche, che chiamano in causa Mann o Musil, come pure per la prosa, le cui oltranze non si spingono più in là di un Céline o di altri spiriti torturati entre-deux-guerres.
Due libri usciti in questi giorni confermano la giustezza della diagnosi, e offrono l'occasione per un bilancio meno effimero del caso Littell.
Dal cuore degli anni Settanta e della Hitler-Wave sembra saltar fuori Il secco e l'umido (Einaudi, 118 pp., 18 euro), l'"incursione in territorio fascista" che Littell si è concesso quando lavorava alle Benevole, nel 2002. Questo studio preparatorio al romanzo, un'anatomia della personalità del maschio-soldato fascista, è anch'esso un pezzo di modernariato: echeggia pagine scritte trent'anni fa da Sontag, Friedlander o Mosse, e non per caso si richiama a un libro del 1977, l'eccentrico e quasi dimenticato Männerphantasien di Klaus Theweleit (che per Il secco e l'umido ha scritto una postfazione anch'essa piuttosto "vintage", sospesa tra Deleuze, Guattari e Salò di Pasolini).
L'intuizione di Theweleit, che Littell ricalca fedelmente, è che il fascista non abbia compiuto appieno la separazione dalla madre, e viva dunque il continuo terrore di finire risucchiato nell'elemento femminile. Crea così un Io-carapace impettito e marziale, che per conservarsi deve ribadire senza posa il proprio trionfo su tutto quel che gli evoca l'indifferenziato: la melma, il sangue, la putrefazione, la merda, la "marea rossa" bolscevica - in una parola: l'umido - contro il quale deve stagliarsi secco, lucente, immortale il corpo del maschio-soldato. (continua)
"Satisfiction è la prima rivista di critica letteraria che rimborsa i libri consigliati. La nostra è l'esigenza, in un mondo editoriale spesso ridotto a puro marketing, di ritrovare una coscienza critica".
SULTANS OF SWING Locanda Blues, 20 febbraio 2009
Gli altri video a questo link . Qui la nostra pagina su MySpace
I libri in vetrina
Le mie novità
La Banda Baader-Meinhof (Feltrinelli, DVD + Libro). Nel volumetto allegato al film di Uli Edel, Lo spettacolo della violenza. Terrorismo tedesco e cinema (a cura di Benedetta Tobagi), c'è un mio saggio intitolato L'autunno tedesco e l'ombra lunga di Hitler. Cinema e terrorismo in Germania (pp. 15-41)
Blue Lit Stage. Realtà e rappresentazione mediatica della tortura A cura di Manolo Farci e Simona Pezzano (Mimesis). All'interno del volume (pp. 173-195) c'è il mio saggio La Nazi-Sexploitation e il "teatro della crudeltà" del potere.
L'idea del secolo
Per tutti quelli che prendono poco la macchina, si dimenticano dove l'hanno parcheggiata, la perdono regolarmente e poco manca che denuncino furti immaginari: il nuovissimo sistema mappa+ calamita+ autoflagellazione psicologica da inetto sveviano.
Culti neopagani
Annie Hall
Il mio santuario casalingo a una delle grandi scene del film di Woody Allen: quando Annie vuole comprarsi un libro illustrato sui gatti, e Alvy le propone in sostituzione Death and Western Thought e The Denial of Death, perché lei si abitui alle sue ossessioni..
Prunella Ballor
Sono il Gran Maestro del Supremus Ordo Fantotianus Equitum Prunellae Balloris, ispirato (divinamente) a un episodio del Secondo tragico Fantozzi. Gli adepti sono più di sessanta. I postulanti vadano qui. Altro santuario casalingo.
Serge Gainsbourg Dieu est un fumeur de Havanes, cantava Gainsbourg, accanito fumeur de Gitanes. Che ha passato il vizio anche a me, o quasi.
Menj
Movimento per l'emancipazione dei nani da giardino. Non chiedetemi perché, ma sono membro. E ho anche la maglietta, se non fosse che un tragico errore di lavatrice l'ha fatta diventare color gambero.
The Birds
La Barbie Hitchcockiana che fa bella mostra di sé nel mio salotto. L'unica divinità matriarcale del mio pantheon larvatamente misogino.
Mark Knopfler
Qui sotto, il Masiakasaurus Knopfleri, così battezzato in omaggio al Maestro:
E un wallpaper
(1024x768) da una foto che ho scattato qualche anno fa a Edimburgo:
Seinfeld
Una sitcom che ho scoperto grazie a René Girard (sic). Intellettuali e filosofi ci vanno a nozze (è uscito anche il libro Seinfeld & Philosophy), ma è prima di tutto uno spasso. George Costanza è un personaggio che solo Dostoevskij avrebbe potuto inventare. Dostoevskij, o Larry David.
Il culto si estende all'altra creazione di quel geniaccio di Larry David, Curb Your Enthusiasm
Incolpevoli mentori
Werner Herzog
Fino al 1975,
il più grande regista della storia umana (bum!). Be', comunque il
mio preferito di sempre. È uscito da poco un bel libro su di lui di Brad Prager (devo dire, con una certa fierezza, che gli ho procurato il numero di Playboy tedesco degli anni Settanta con l'intervista al Maestro...)
Elémire Zolla
Si può dire che intellettualmente sono cresciuto alla sua ombra.
Sempre che io sia cresciuto. La mia prima lettura "seria" è stata il suo Eclissi dell'intellettuale.
Non esiste un sito a lui dedicato, per cui vi indirizzo allo splendido ricordo di Pietro Citati comparso su Repubblica.
Marshall McLuhan
Un'altra lettura che mi ha stregato, portandomi letteralmente a fare follie.
Un esempio? Ho comprato il numero di Playboy
del marzo 1969 con la storica intervista.
Cosa non si farebbe per la cultura: sorbirsi pagine e pagine di donne
nude!
Valentin Tomberg
Un grande e misconosciuto mistico cattolico
del secolo scorso. Un sito
dedicato a lui, la casa
editrice che ha cominciato a pubblicare le sue opere in italiano,
e una foto con il suo lettore più illustre (sulla cui scrivania potete osservare l'edizione tedesca
del suo capolavoro, Méditations sur les 22 arcanes majeurs du
Tarot)